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10 12nocirigenera copiaNOCI (Bari) – Si è svolto martedì 10 ottobre, nel nuovo Foro Boario di Noci, il terzo incontro pubblico di “Noci Rigenera” volto a favorire un dialogo tra la cittadinanza, i tecnici, le associazioni e il comune di Noci nell'ambito del progetto di "rigenerazione urbana sostenibile".

L’evento, organizzato dal Comune di Noci, ha preso luogo dopo la precedente tappa castellanese organizzata a Palazzo dell’Erba ed era finalizzata alla redazione partecipata del DPRU (Documento Programmatico di Rigenerazione Urbana), da candidare al bando di finanziamento regionale “Rigenerazione urbana sostenibile”, previsto nell’ambito del POR FESR-FSE 2014-2020, e adottato ieri 12 ottobre in consiglio comunale. Il Comune di Noci infatti, lo ricordiamo, ha firmato un accordo con il Comune di Castellana Grotte per la partecipazione al progetto in forma associata. 

Al tavolo dei relatori anche questa volta l’ingegnere Giuseppe Gabriele (Responsabile Settore Urbanistica e LL.PP del Comune di Noci), il sindaco di Noci, Domenico Nisi, la Dott.sa Scianatico e il vicesindaco del Comune di Castellana Grotte, Luisa Simone (in foto).

10 12nocirigeneraincontroforoboarioIl perché dell’incontro presso il Nuovo Foro Boario è presto detto: riqualificare, e quindi rigenerare, l’ambiente costruito, attraverso il risanamento del patrimonio edilizio e degli spazi pubblici (in questo caso il nuovo Foro Boario – ma il Comune di Noci avrebbe individuato anche l’Area “Ex Depuratore” per cui sarebbe utile intervenire recuperando il verde), perseguendo politiche di efficientamento energetico degli immobili, interventi di risanamento del patrimonio edilizio, delle infrastrutture e degli spazi pubblici, nonchè la tutela, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale-paesaggistico- storico.

Durante l’incontro unica è stata la proposta suggerita: quella dell’associazione “Vittorio Tinelli -Parole e Cose nuove” che ha voluto fornire, tramite documento firmato e consegnato ai funzionari preposti, un’analisi sul termine “Rigenerazione a Noci e dintorni”. “Il Macto e il Foro Boario” si legge nel documento di riferimento, “rappresentano un patrimonio identitario della nostra comunità dove si sono affermate logiche produttive e di scambio che fanno degno riferimento alla base culturale che, se pure oggi le innovazioni tentano di trasformare in una applicazione tecnica comoda e immediata, rimanda e richiama direttamente il rapporto con il cibo e la trasformazione delle cose, dove si disegna la nostra capacità di relazione città/campagna e quella centro/periferia non comprenda la circostanza determinatissima per la quale oggi una periferia può essere centro e una campagna regolata urbanisticamente” […] “Occorrerà dunque che nel Macto e nel Foro e negli edifici comunali senza uso alcuno, siano organizzati, sotto controllo sanitario, luoghi di scambio dei prodotti agricoli, degli orti e dell’artigianato corrispondente”.

E’ necessaria quindi una ripresa delle attività nella loro scientificità” ha quindi concluso, invitando ad una rigenerareazione che dia senso alle circostanze temporali nelle quali qualcosa si è fatto.

 

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