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In: Tutela e rispetto

COMUNICATO - La plastica costituisce il terzo materiale umano più diffuso sulla Terra dopo l’acciaio e il cemento. La produzione mondiale è passata dai 15 milioni del 1964 agli oltre 310 milioni attuali. La metà della quantità di plastica prodotta annualmente viene impiegata per produrre articoli monouso o imballaggi che vengono buttati entro l’anno. Si stima che ci siano più di 150 milioni di tonnellate di plastica negli oceani. Se non si dovesse agire per invertire la tendenza proseguendo su questa strada, nel 2050 avremo, in peso, negli oceani del mondo più plastica che pesci. Anche il Mediterraneo è divenuto un serbatoio di plastica come ricorda uno studio del nostro Consiglio Nazionale delle Ricerche apparso su “Nature Scientific Reports”.

Si stima che un chilometro quadrato nei mari italiani ne contenga in superficie fino a 10 chilogrammi in particolare nel Tirreno settentrionale, tra Corsica e Sardegna, attorno alla Sardegna, la Sicilia e le coste pugliesi si stimano almeno 2 kg. Sacchetti e bottiglie sono alcuni dei prodotti all’origine di questo drammatico fenomeno. In Italia il totale immesso al consumo nel 2017 è stato pari a 2.271.000 t/anno. Ma riciclare non basta, questa crisi ambientale necessita di interventi urgenti per ridurre la produzione e il consumo di plastica. Mentre molte aziende e attività non comprendono la gravità della situazione e rifiutano qualunque tipo di intervento, vi sono nuove realtà positive. Per esempio, un gruppo di cittadini di Veracruz, in Messico, ha ottenuto il divieto dei sacchetti di plastica e delle cannucce nel loro Stato. Quasi 100 bar in Grecia hanno accettato di concedere sconti a tutti i clienti che impiegano le loro tazze riutilizzabili e in Italia, a seguito dei risultati delle indagini di Greenpeace e del CNR in cui erano stati riscontrati elevati livelli di microplastica nelle acque delle Isole Tremiti, il Sindaco ha vietato la vendita di alcuni prodotti in plastica monouso. Anche Noci, nel suo piccolo, ha voluto partecipare con un grande gesto. Attraverso l’associazione Brigate per l’ambiente , ben 35 attività commerciali hanno aderito alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, tenutasi dal 17 al 25 novembre 2018. Si sono resi disponibili 20 bar, il cui obbiettivo è stato quello di ridurre ed eliminare la plastica monouso più utilizzata: bicchieri e cannucce. Alcune attività hanno sostituito i bicchieri di plastica in vetro, adottati definitivamente dal bar “Crema e Cioccolato”, e utilizzato cannucce compostabili. In una sola settimana sono stati risparmiati circa 21500 bicchieri, con una media di 1130 per attività e 1640 cannucce con una media di 136 per singolo esercizio commerciale; per un totale di circa 70 kg di plastica risparmiata. E se questo fosse realizzato ogni settimana? Si risparmierebbero circa 3640 kg, un dato che se fosse applicato in tutte le località, ne ridurrebbe massivamente la quantità riversata nell’ambiente; in aggiunta la ‘tipografia Fusillo’ si è impegnata anche nello smaltimento della carta. Se già molti praticavano una soluzione ecologica, altri, invece, lo faranno da ora in poi, come il proprietario del punto vendita “L’arte del macellaio”, il quale ha voluto sottolineare come la riduzione di circa il 50 % di vaschette e imballaggi (sostituiti con la carta) sia stata un’ottima scelta che adotterà anche in futuro. Altre attività, invece, hanno sensibilizzato la propria clientela incentivando l’utilizzo di sacchetti di stoffa e anche i rispettivi fornitori, consigliando, dove possibile, la riduzione degli imballaggi. Un ulteriore esempio è “Popotà”, negozio già ecosostenibile, che ha proposto prodotti come pannolini lavabili e biberon in acciaio inox, in valida alterativa agli stessi di plastica. Inoltre, Notarnicola Orazio ha messo a disposizione materiali per il riciclo come il polistirolo e pezzi elettrici con cui realizza innovative lampadine. Sebbene la strada sia ancora lunga, i risultati positivi di questa settimana di riduzione fanno sperare in un cambiamento verso un futuro più ecosostenibile.

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