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In: Tutela e rispetto

01 15 alberoL'ecologia del Giovedì - di Daniela Fusillo

Dai negozi di oggettistica alle rappresentazioni artistiche, in questi ultimi anni è stato proposto in tutte le varie sfaccettature il simbolo dell’ "albero della vita”. Probabilmente perché è un simbolo presente in tante culture e in tante religioni diverse e ovunque beneaugurante. Probabilmente perché è stata recentemente celebrata la splendida opera di Gustav Klimt realizzata nel 1905.

Per noi pugliesi e per chi vive nell’area del bacino del Mediterraneo l’”albero della vita” anzi, un albero per la vita è l’ulivo. L’olivo, il cui nome scientifico è “olea europaea” è una pianta la cui coltivazione risale a più di 6000 anni fa. Fu venerato, rispettato, studiato e descritto in tutte le antiche culture e civiltà perché visto come simbolo di pace, prosperità e benessere. Si tratta di un albero sempreverde, dalla crescita lenta ma dalla vita lunghissima che ha da sempre rappresentato una risorsa fondamentale per la sopravvivenza delle popolazioni limitrofe. Si adatta facilmente a condizioni ambientali estreme. Veniva utilizzata ogni parte dell’albero: le radici, il tronco e i rami per il legname da costruzione, da imbarcazione, come legna da ardere e per la realizzazione di oggetti. Le foglie, perché ricche di proprietà terapeutiche, venivano utilizzate a scopi medicinali e per la cosmetica. I frutti, ossia le olive, come alimento e per l’estrazione dell’olio.

Con il passare del tempo, mentre le proprietà delle olive e dell’olio hanno continuato ad essere apprezzate, l’uso delle foglie è stato progressivamente abbandonato. Solo a partire dagli anni 50, in seguito ad alcune ricerche mediche, è stato riproposto l’uso delle foglie di olivo come antiipertensivo e migliorativo del sistema cardio-circolatorio. Pare che nelle foglie di ulivo risiedono oltre 250 molecole importantissime per la nostra salute.

L’albero di ulivo può essere davvero considerato l’albero della vita perché senza cure (ossia senza pesticidi e altri prodotti chimici) riesce a vivere millenni e perché olivi centenari possono essere estirpati, trapiantati ma attecchiranno sempre e ovunque. E’ praticamente indistruttibile: anche quando il tronco viene tagliato, la pianta riesce ad emettere nuove gemme anche dai monconi. Sopravvive a qualsiasi spaccatura dei rami e a volte anche agli incendi. Le sue capacità di superare le difficoltà unite alla proprietà di rinascere dopo essere stato abbattuto ne fecero il simbolo della vita durante il periodo dell’Impero Romano. Infatti i Romani seppellivano i loro morti con un ramoscello d’ulivo per simboleggiare che avevano superato le prove della vita. Non rimane altro che “fare il tifo” per il nostro albero per la vita affinché possa vincere e sopravvivere all’ultima e moderna battaglia: quella della Xylella.

 

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