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In: Tutela e rispetto

NOCI - Il deposito nucleare nazionale di rifiuti radioattivi potrebbe essere costruito a meno di 40 km da Noci. Questo quanto stabilito dalla Sogin (SOcietà Gestione Impianti Nucleari) che nella giornata di martedì 5 gennaio ha reso noto l'elenco delle 67 località in cui potrà nascere lo stabilmento. Tre i comuni interessati in Puglia: si tratta di Altamura, Gravina di Puglia e Laterza; otto in Basilicata (Matera è tra questi).

Per scongiurare questo rischio Sindaci, istituzioni, associazioni e privati cittadini si sono immediatamente attivati. Tra pubblici pareri contrari e richieste di ulteriori chiarimenti si è fatta largo una petizione online che ha visto l'adesione di più di 80 mila persone nel giro di poche ore, unite dallo slogan "No alle scorie nucleari in Puglia e Basilicata".

Il progetto
Saranno necessaria un'area di circa 150 ettari, di cui 110 saranno effettivamente dedicati al deposito di materiale radioattivo e 40 alla costruzione di un parco tecnologico, la cui finalità sarà conconrdata con le autorità locali (una sorta di premio per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari). Le aree che sono state individuate, tra cui quelle pugliesi, dovevano rispondere ai seguenti criteri: doveva trattarsi di luoghi poco abitati, con una sismicità modesta, senza vulcani né rischi di frane e alluvioni; non dovevano trovarsi oltre i 700 metri sul livello del mare, non su pendenze eccessive, non troppo vicine al mare. Il lavoro del Sogin ha indivuato 67 aree di probabile destinazione, le cui caratteristiche adesso saranno valutate e approfondite per poter scegliere il miglior luogo di conservazione.

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Di che materiale si tratta?
Si tratta di 78mila metri cubi di rifiuti a bassa e media radioattività provenienti da attività per lo più mediche e ospedaliere (parliamo cioè di sostanze radioattive usate per la diagnosi clinica, per le terapie anti-tumorali e per tutte le attività di medicina nucleare). La pericolosità di questo materiale dovrebbe essere relativamente bassa, con pochi rischi per l'ambiente che li accoglierà. In ogni caso, però, la preoccupazione di cittadini e istituzioni è abbastanza alta. In aiuto alle località della nostra regione, potrebbe comunque esserci uno dei criteri individuati dal Sogin: il deposito nucleare non potrà sorgere in "presenza di produzioni agricole di particolare qualità e tipicità", elemento che potrebbe giocare un ruolo fondamentale nell'esclusione dell'area murgese e tarantina.

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