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In: Arte

06 10 commediapascoliLaGiaraNOCI (Bari) – E’ accaduto la sera del 9 giugno, quando le porte della scuola media Pascoli erano già chiuse, le campanelle avevano smesso di suonare e le classi erano già libere dalla vitalità che ogni mattina le anima, a conclusione di un altro anno scolastico che per alcuni ha rappresentato la fine di un percorso di crescita mentre per altri solo l’inizio. Nel cortile della scuola Pascoli è andata in scena la commedia “La giara”, realizzata dagli alunni delle classi prime, seconde e terze della scuola media e diretta dalla professoressa Mafalda Baccaro.

L’opera teatrale ha portato in scena l’ormai centenaria novella di Pirandello, che ci permette di conoscere e rivivere uno spaccato di vita quotidiana del mondo siciliano del XX secolo.
06 10 commediapascoliLaGiara2Il talento dei ragazzi è stato perfettamente portato alla luce dalle scene scritte dalla professoressa Baccaro, così come le loro qualità canore, in particolare la bravura degli alunni Lippolis e Durante e le capacità attoriali degli interpreti di Don Lollò e delle compaesane.
Come la ben nota novella narra Don Lollò Zirafa, il protagonista della vicenda, è un proprietario terriero ricco e taccagno che non perde occasione di citare in giudizio i suoi presunti avversari. Un giorno, gli accade un fatto strano: dopo l'acquisto di un'enorme giara, completamente nuova e necessaria per la raccolta delle olive e dell'olio, questa, per ragioni misteriose, viene ritrovata spaccata in due. La giara però, dopo varie vicissitudini viene riparata da Zi' Dima Licasi, un artigiano del posto che vanta di avere un mastice miracoloso, ma Don Lollò, scettico, insiste affinché Zì Dima la renda più sicura con una saldatura fatta da punti di filo di ferro. Costretto a obbedire al padrone e in preda all'ira, Zi' Dima si mette all'interno della giara per eseguire più comodamente il suo intervento, dimenticando però la sua gobba e restandovi perciò incastrato. La novella si conclude con l’uscita indenne dell’artigiano e la giara perfettamente riparata.

La professoressa Mafalda Baccaro, che ha curato nello specifico la sceneggiatura, i canti, l’abbigliamento accurato degli interpreti, i video proiettati e l’interpretazione, alla nostra redazione ha, infatti, detto: “Ho rispettato fedelmente quanto scritto da Pirandello nella suddetta novella, ma ho, anche, fatto ricerca sulla vita contadina di 100 anni fa in Sicilia, ho cercato i loro modi di dire, tipici del secolo scorso, rigorosamente in dialetto siciliano e delle 10 canzoni che accompagnavano lo spettacolo, cinque appartengono al repertorio tradizionale e cinque sono completamente composte e arrangiate da me.”

Un risultato eccellente, riconosciuto da un coloroso applauso di tutto il pubblico, composto per lo più da compagni di scuola degli attori, accorsi a dare il proprio sostegno, nonché dal preside e dai professori che si sono espressi positivamente sull’impegno che costantemente i ragazzi mettono nel realizzare questi spettacoli e nel rendere la scuola non solo un luogo educativo, ma anche ludico.

Infine, i ringraziamenti della professoressa Baccaro: “Bisogna ringraziare i genitori, i nonni che hanno messo a disposizione tanti materiali della loro vita contadina. Materiali di grande valore affettivo, nonché storico. I collaboratori scolastici che ci hanno aiutato e il preside che non smette mai di credere in noi. ”

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