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In: Arte

02 25 stefano turi per loncologico di BariNOCI (Bari) - Un gesto di stima, ringraziamento e solidarietà quello del pittore nocese, Stefano Turi, per l'ospedale oncologico barese, "Giovanni Paolo II", che un mese fa ha accolto con immenso piacere la donazione di due quadri da parte dell'artista.
Un ulivo e uno scorcio di Venezia, la forza e la bellezza simbolica della nostra terra da un lato e l'aspirazione al viaggio, all'altrove, a una dimensione di felicità e serenità dall'altro.
Due messaggi su tela che possano donare agli involontari ospiti del polo oncologico barese fugaci, ma intensi momenti di evasione e positività.

02 25 stefano turiDipinti con la classica tecnica "Turese" del graffiaggio, i due quadri del maestro nocese, strato su strato, comunicano due stati d'animo differenti, rappresentativi poi del viaggio e dell'attaccamento alle radici.
Venezia e i suoi portici cupi e misteriosi, che nascondono bellezze ancora celate e da scoprire, ben nascostre tra i toni freddi della tela.
L'ulivo, che campeggia al centro del quadro, stagliandosi su un cielo azzurro, mentre affonda le sue radici su una terra pulita e marrone.

"Le sale d'attesa dell'oncologico erano vuote e così ho pensato di regalare due miei quadri rappresentativi. Con Venezia, l'immagine del viaggio, della speranza, dell'emozione e con l'ulivo la forza, della nostra terra, ma anche di noi stessi".
L'arte che non si mostra fine a sè stessa, ma che comunica, che trasmette messaggi, stimoli, emozioni; che parla nello spazio e nel tempo giusti, magari anche sulle note di un pianoforte a coda, bianco, che è lì per lo stesso identico e invincibile motivo: emozionarci. Perché siamo vivi.

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