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In: Arte

05 29 STUDIONITIDO ReverieNOCI - Manca sempre meno all'ufficiale accensione dei motori del festival artistico Culturale "Esseri Urbani"; e noi di Noci24, in qualità di media partner dell'evento, proseguiamo con costanza nell'offrirvi in esclusiva le interviste ai vari artisti che costituiranno il cuore pulsante del Festival. Tocca oggi a Mariangela Ludovica Santarsiero e Marco Persichetti, giovani architetti di Studio Nitido.

Parlateci un po' di voi: al livello biografico ma soprattutto per quel
che concerne il suo operato, ciò di cui si occupa.

"Lo Studio Nitido nasce a Roma nel 2019, fondato da Mariangela Ludovica Santarsiero e Marco Persichetti e si occupa di tutti gli aspetti della progettazione architettonica. Fondamentale per noi, lavorando principalmente in Italia, è trovare una chiave di congiunzione tra l’architettura contemporanea e il passato, ricercando un’architettura che possa essere, nella sua migliore delle manifestazioni, senza tempo.

Mariangela Ludovica Santarsiero nasce a Potenza nel 1989.
È Architetto e Dottore di Ricerca in progettazione architettonica.
Si laurea nel 2014 presso La Sapienza di Roma. Si interessa di design, progettazione e grafica. Nel 2012 è vincitrice del primo posto del ws Smanful ad Oldemburg, nel 2015 vince la menzione d'onore nell'ambito del premio Europeo di architettura sacra Frate Sole. Con lo studio Menegatti-Nencini è vincitrice del terzo posto per il concorso di idee per la riqualificazione dell’area ex-boschetti di Padova.
Dal 2020 fa parte della task force cultura del comune di Potenza.
È autrice di paper nazionali ed internazionali.
Il tema della rielaborazione dei temi del passato nel linguaggio contemporaneo accompagna costantemente la sua ricerca.

Marco Persichetti nasce a Terni nel 1985.
È Architetto, laureato presso La Sapienza di Roma. Specializzato in tecnologia dell'architettura, si occupa delle tematiche dell'innovazione e della sostenibilità. Nel 2012 vince il concorso per la riqualificazione delle zone colpite dall'alluvione in Liguria del 2011.
Un suo progetto è stato segnalato nel concorso per le residenze dei ricercatori del Politecnico di Milano. Ottiene la menzione speciale per la riqualificazione del centro sportivo di Ferentillo (TR).
I suoi progetti sono stati esposti al MADE Expo di Milano".

Che cos'è per voi l'arte?

"Il campo in cui esercitiamo è l’architettura che, oltre ad essere un‘arte è una disciplina sociale. Grazie ad essa è possibile intervenire nella realtà esistente modificandola al fine di mutare positivamente la situazione di partenza operando in un’ottica radicalmente umanistica. Per questi motivi per noi l’arte è il risultato del dialogo incessante tra ἔρως e λόγος.
Ad oggi si assiste al proliferare di architetture esterofile che abbandonano il dialogo con la città divenendo manifestazioni epifaniche che potrebbero sorgere in qualunque punto del globo.
Il nostro obiettivo è quello di ascoltare i luoghi e la loro storia al fine di poter proporre una “nuova traduzione della città”.

Cosa vi ha spinti, o meglio cosa vi ha stimolati a rispondere alla
call di "Esseri Urbani?"

"I primi momenti della pandemia sono stati segnanti per tutti. Nei primi giorni di marzo la comprensione verso quello che stava accadendo era minima e il concorso ci ha aiutati a spostare la mente dalla paura di quei momenti verso qualcosa di migliore. Il tema è quello che ci ha spinti ad aderire alla call. L’eterotopia teorizzata da Foucault che indica “gli spazi che hanno la particolare caratteristica di essere connessi a tutti gli altri spazi, ma in modo tale da sospendere, neutralizzare o invertire l'insieme dei rapporti che essi stessi designano, riflettono o rispecchiano” è stata interessante da esplorare. In primo luogo per la sua complessità ed in seconda istanza perché durante il lockdown c’era un grandissimo desiderio di ritrovare la socialità e di visitare mentalmente gli spazi della memoria".

Senza descrivere dettagliatamente l'opera o le opere(sarà una piacevole
sorpresa degli spettatori andare a scoprirle) parliamo al livello
puramente concettuale di quale contributo intendete apportare al
festival "Esseri Urbani". Ci saranno sicuramente una tematica, un concetto
o un insieme di valori che vi siete proposti di evidenziare...

"Rêverie è un luogo che vuole essere eterotopico. Vorremmo offrire al visitatore la possibilità di essere portato fuori dallo spazio e dal tempo tramite la nostra opera e di sperimentare la dissoluzione del rapporto diretto con la propria persona per raccogliere il confronto con “l’Altro”, l’abitante che è dentro noi stessi, e raccoglierne l’essenza.
Rêverie è un luogo di culto dell’essere umano, in ogni sua manifestazione".

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