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In: Arte

EsseriUrbaniMirkoMatarante NOCI - In attesa dello "start" ufficiaale previsto per il prossimo 11 luglio, si fanno sempre più caldi i motori del festival artistico- culturale "Esseri Urbani". Stanno dunque giungendo in dirittura d'arrivo anche gli appuntamenti settimanali con le interviste agli artisti che stiamo già da qualche tempo propondendo ai nostri lettori, in qualità di media partner dell'evento. Ascoltiamo oggi la voce di Mirko Matarante, che ci racconterà un po' di lui, del suo lavoro ma soprattutto di cosa sia per lui l'arte e del  suo contributo artistico per "Esseri Urbani":

Ci parli un po' di lei: al livello biografico ma soprattutto per quel che concerne il suo operato, ciò di cui si occupa.

"Classe 88, diplomato al liceo artistico Nervi di Ravenna, laurea triennale presso l'ABA di Lecce. Dai primi anni di accademia, frequentando l'entourage artistico locale e diventando assistente dell'artista e designer Giovanni Lamorgese, entravo in contatto con le arti applicate, il mondo del design e delle botteghe artigiane. In quegli anni la mia ricerca artistica, in origine concentrata sulle tecniche pittoriche, si diramava in molteplici campi di interesse, destando in me la passione per la progettazione e l'uso dei materiali, sviluppando le competenze che mi avrebbero poi portato a lavorare nel campo del restauro, del design, della decorazione e della bioedilizia. Ha quindi queste origini la mia produzione artistica, eterogenea ed in continuo mutamento, focalizzata sulla sperimentazione delle tecniche e dei linguaggi. Ovviamente nella mia ricerca ci sono pratiche alle quali resto più legato, come la lavorazione della ceramica che permette di unire scultura, pittura e design in un unica operazione".


Che cos'è per lei l'arte?

"Credo che l'arte, intesa coma arte visiva, sia un linguaggio dalle infinite possibilità, un linguaggio che per sua natura crea un dialogo aperto tra artisti e fruitori, lontano da sentenze, domande o risposte chiuse, ma dinamico ed instabile e strettamente legato, nei sui significati e nei suoi stereotipi, al presente ed al tempo che vive. In breve l'arte rappresenta per me il mezzo per esplorare il mondo e le dinamiche umane, è inoltre lo strumento che utilizzo per combattere le mie battaglie, quelle personali e quelle di carattere sociale".


Cosa l'ha spinta o meglio cosa l'ha stimolata rispondere alla call di "Esseri Urbani?"

"Conosco e frequento già da tempo l'aps U'Juse, con la quale ho già collaborato in passato e seguo con attenzione lo sviluppo del festival da loro promosso, credo che sia una realtà nuova ed interessante, occupandomi anche io di associazionismo penso che la rete di rapporti e contatti spontanei creatisi attraverso queste dinamiche siano la nuova linfa culturale del territorio e non solo. La mia partecipazione al festival è quindi legata alla volontà di supportare e partecipare alle iniziative a carattere artistico e culturale sul territorio pugliese, che è il luogo che ho scelto per vivere".

Senza descrivere dettagliatamente l'opera o le opere(sarà una piacevole sorpresa degli spettatori andare a scoprirle) parliamo al livello puramente concettuale di quale contributo intende apportare al festival "Esseri Urbani". Ci saranno sicuramente una tematica, un concetto o un insieme di valori che si è  proposto di evidenziare

"In linea con il concept della call di esseri urbani la mia opera vuole riflettere sulle dinamiche della nostra società, nello specifico della macrosocietà goblalizzata (quella che crede ad una utopica crescita all'infinito), e vuole rappresentare, con tragica ironia, la città intesa come fulcro delle nostre esistenze, come contenitore della cultura e dei costumi, altresì come luogo destinato a cambiare, se non a scomparire, durante il percorso dell'evoluzione della società. L'obbiettivo è quello di stimolare, attraverso una non troppo velata provocazione, delle riflessioni sullo stile di vita contemporaneo, sulle sue incoerenze, e sulle conseguenze delle nostre azioni soprattutto in campo ecologico ed economico".

 

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