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In: Arte
Conclusa a Bari la mostra che ha ospitato la statua del Polittico della Chiesa Madre. Molto apprezzata l'opera nocese di Nuzzo Barba da Galatina.

 

SanSebastiano-1NOCI - Dal 16 dicembre 2008 al 16 gennaio 2009 si è tenuto, presso i locali dell’Archivio di Stato di Bari (Cittadella della Cultura), un evento culturale insolito e quanto mai interessante: l’anteprima della mostra “Arte in Puglia dal Medioevo al Settecento che ha accolto una selezione di più di venti opere provenienti da vari centri della regione. L’iniziativa promossa dal Centro Studi sulla Civiltà Artistica nell’Italia Meridionale “Giovanni Previtali” presieduto dallo storico dell’arte prof. Francesco Abbate prevede una prossima mostra articolata in tre distinti momenti e in tre diverse città: Foggia, Bari e Lecce.

 

 

Nello spazio espositivo barese ha fatto bella mostra di sé la statua lapidea di San Sebastiano, appartenente al polittico della Chiesa Madre e attribuita allo scultore rinascimentale Nuzzo Barba da Galatina. In questi giorni è tornata nella sua collocazione consueta (nelle foto, alcuni momenti) e a sentire i curatori della mostra è stata l’opera che tra tutte ha suscitato più ammirazione grazie anche alla concomitanza delle festività natalizie che ha favorito l’afflusso di visitatori.

 

SanSebastiano_L’iconografia classica del Santo lo descrive come un giovane nudo, legato ad un albero e trafitto da frecce (oggi scomparse); sarebbe questa la rappresentazione del martirio, ma non tutti sanno che secondo la leggendaria “Passio”, San Sebastiano dopo esser stato saettato dai suoi commilitoni – era infatti tribuno della guardia imperiale – sarebbe guarito miracolosamente grazie alle cure di una vergine romana di nome Irene. Sempre secondo questa fonte – imperatore Diocleziano – la pena capitale fu eseguita successivamente a colpi di flagello. Tuttavia dal Rinascimento in poi diventò nell’arte, l’equivalente degli dei ed eroi greci, celebrati per la loro forza o bellezza come Apollo o Ercole: la semplicità della figura consentiva una libera interpretazione del “primo martirio” e liberava l’estro artistico per un compiacente virtuosismo anatomico, applicato ad un soggetto religioso, congeniale soprattutto a scultori e pittori. I fedeli d’ogni tempo l’hanno spesso invocato insieme a San Rocco, protettore “particolare” contro la peste.

 

SanSebastiano-2è curioso e al tempo stesso emozionante pensare che dopo cinque secoli, la nostra statua abbia ripercorso le navate della chiesa per essere trasferita altrove, così come all’epoca della sua “entrata in scena” non era certo in compagnia di polistiroli protettivi, nastri da imballaggio e polizze assicurative…! Noci non poteva trovare miglior ambasciatore per fare pubblicità alla città e ai suoi monumenti affinché sia chiaro a tutti che… “oltre le sagre c’è di più”!

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