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In: Educazione

12 03 utenNOCI (Bari) - Nell’ambito dell’offerta formativa predisposta dall’UTEN (Università della Terza Età di Noci) per  l’anno accademico 2016-2017 e in accordo con la Parrocchia di Santa Maria della Natività, promotrice delle celebrazioni giubilari organizzate per ricordare la data tradizionale – seppur indicativa e controversa – del 1316, venerdì 25 novembre u.s., dopo la messa delle ore 18, un nutrito gruppo di Soci UTEN ha visitato la Chiesa Madre di Noci accompagnato dall’arch. Piero Intini.

Durante il racconto, il tecnico nocese ha narrato le trasformazioni architettoniche subite nei secoli dal tempio maggiore della nostra città: dalle recenti acquisizioni ai dati già conseguiti da anni, ha descritto quella che potrebbe esser stata la vicenda e l’evoluzione della fabbrica edilizia. Usando spesso il condizionale, l’architetto, conducendo i presenti alla scoperta degli scorci più suggestivi dell’edificio, ha accennato alle possibili origini della Matrice e alle trasformazioni che la chiesa avrebbe subito in epoca remota, prima della conformazione attuale. Dalla facciata «a salienti» ( cioè con il profilo che segue la diversa altezza delle navate) alle colonne inglobate nei pilastri, dalla cappella della Santissima Trinità al campanile, l’esposizione ha catalizzato l’attenzione degli astanti per circa novanta minuti. Scelta non casuale quella del giorno 25, tradizionalmente dedicato alla celebrazione della memoria di Santa Caterina d’Alessandria, al cui culto era dedicata una cappella del centro antico ubicata sul lato Sud-Est della chiesa e poi, secondo il canonico Cassano (1683-1753), «tirata nella sagrestia della Collegiata, e vi si fece un Cimitero». Un cenno ha interessato le opere d’arte della chiesa. La visita si è poi conclusa nella cappella del Santissimo Sacramento, progettata, secondo lo storico Pietro Gioja, prima da Giovanni Mastropasqua di Giovinazzo, poi modificata da Giuseppe Gimma, nei primi decenni dell’Ottocento, che incorporò nel progetto la chiesetta di San Leonardo. Molto soddisfatti i Soci che hanno seguito con attenzione e partecipazione la visita, osservando il monumento da un punto di vista differente da quello prettamente sacro, legato alla celebrazioni liturgiche alle quali spesso ci si accosta durante lo scorrere dell’anno senza porre troppa attenzione al “contenitore” perché dato come già noto e familiare. 

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