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In: Educazione

gramsciNOCI (Bari) - In occasione dell’ottantesimo anniversario dalla morte del grande intellettuale Antonio Gramsci, 27 aprile 1937, una delegazione di venti alunni delle classi quinte del Liceo Scientifico e delle Scienze Umane  di Noci hanno avuto modo di partecipare all’evento celebrativo tenutosi presso il Comune di Turi. La mattinata ha avuto inizio con la visita alla cella del carcere in cui Antonio Gramsci fu detenuto per circa cinque anni. Figura storica di rilievo, membro fondatore del Partito Comunista d’Italia nel 1921, nonché fervente oppositore del regime fascista mussoliniano, fu accusato con una sentenza del Tribunale Speciale per la difesa dello Stato e condannato a poco più di venti anni di reclusione.


Ad accoglierci è stato il sindaco del Comune di Turi, dott. Coppi, che ci ha introdotti nel penitenziario al seguito di un corteo. Dopo aver deposto una corona di alloro sotto la targa all’ingresso del carcere,lo psicologo della struttura ci ha brevemente presentato i caratteri della detenzione di Gramsci e della dura vita dei detenuti di un tempo e di adesso. Siamo poi stati accompagnati nella cella numero 11, mantenuta nelle medesime condizioni in cui è vissuto il grande intellettuale. Una brandina logorata dal tempo e gli oggetti da lui utilizzati quotidianamente riempivano quel luogo colmo di sofferenza e riflessione, testimoniataci anche dalla presenza di alcuni suoi scritti. Su quelle mura impregnate di solitudine rimbalzava il suo messaggio sociale,  impossibilitato a raggiungere le indifferenti coscienze altrui, plagiate dall’ideologia fascista. Ci ha colpito l’espressione pronunciata da Mussolini, il quale di Gramsci disse: “Bisogna impedire a questo cervello di pensare”, che ci ha fatto comprendere la portata politica e culturale di uno dei più grandi intellettuali italiani del Novecento, conosciuto e apprezzato anche  a livello internazionale.
Dopo la visita sempre guidati dal sindaco Coppi, in corteo ci siamo recati nelle scuderie del Palazzo Marchesale per partecipare alla conferenza, in cui sono intervenuti, oltre al sindaco, il professor L. Rapone, docente di storia contemporanea presso l’Università della Tuscia, ed il professor L. Masella, direttore della fondazione Gramsci di Puglia. I relatori, dopo aver descritto il rapporto di Gramsci con la città di Turi, da lui vista come un “luogo-non luogo” e conosciuta unicamente attraverso le cartoline mandategli dalla cognata, ci hanno illustrato il suo pensiero, soffermandosi in particolar modo sulla questione meridionale e sulla necessità da parte degli italiani di impossessarsi di uno spirito nazionale che permettesse di raggiungere, insieme all’unità linguistica, anche un’unità sociale.

Redazione di Istituto

Le classi V del Liceo Scientifico e delle Scienze Umane

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