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In: Educazione

01 29giornatadellamemoria1NOCI (Bari) – La giornata della memoria non dev’essere assolutamente vissuta come un momento di celebrazione. Ma come un momento di riflessione tale che possa farci ragionare su quanto non sia difficile diventare come chi, durante l’olocausto, recitava il ruolo di distruttore di pace e costruttore di odio, razzia, discriminazione. Il concetto è stato ben ribadito proprio la scorsa domenica 27 gennaio anche Noci, dalle due associazione Darf e Avis che, nel giorno in cui si ricordano i fatti della Shoah, hanno voluto sottolineare nel chiostro di San Domenico l’assoluta necessità di difendere “la memoria”.

La memoria, sì, alla quale affidiamo quei fatti inenarrabili che i testimoni ancora in vita fra non molto non potranno più raccontare per ragioni anagrafiche. La memoria, sì, ovvero di quell’uragano di razzismo nazista e fascista che ingoiò 6 milioni di ebrei e che oggi potrebbe ritornare se solo cominciassimo a pensare che immigrazione, distinzione della pelle, lingua, religione, sesso, cultura, siano un problema. Rischio a cui non penseremmo, ovviamente, se non ci trovassimo ad avere gli occhi puntati in mare, su quei barconi che chiedono di salpare e che alcune politiche respingono.

Di questo e di molto altro si è parlato dunque la serata organizzata in occasione della Giornata della Momoria: grazie agli interventi della presidente Avis Giulia Basile, della Darf con il suo presidente Mariano Casulli e del Sindaco Nisi con l'Assessora Marta Jerovante. Ma soprattutto anche grazie agli scritti di Anna Arendt, Elisa Springer, Primo Levi, Francesco Guccini e molti altri, affidati alle voci recitanti di Mariarosaria Lippolis, Elisabetta lenoci, Mariano Casulli, Ilaria Ferro, Daniela Della Corte, Stefania Gabriele, Marion Miccolis, Lilly Bartolo, Maria Gentile, Teresa Parchitelli, Dora Intini, Gabriele Zanini, Luigina Piangivino, Roberta Montini, Giuseppe.

01 29giornatadellamemoria2Profondamente sentito, il discorso del primo cittadino di Noci Nisi, che per l’occasione ha parlato di memoria come “emergenza quotidiana per non rischiare di di vanificare tutto quello che abbiamo costruito fino a questo momento”.

 

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