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In: Educazione

01 17 SeminarioGalloPositanoNOCI – Ieri, 17 gennaio, presso l’Auditorium “C. Abbado” della S.S di I grado Gallo, si è svolto un interessante seminario orientativo dal titolo “La Matematica va al cinema”, organizzato dalla Prof.ssa Antonella Montone insieme alla docente Maria Grazia Intini, referente dell’orientamento della scuola. Com’è facilmente intuibile, l’argomento principe è stato l’intrecciarsi della matematica con il cinema, una delle forme d’arte più diffuse e dirette di cui possiamo godere ai nostri giorni. Il seminario è stato riproposto ogni ora, dalle 9:00 alle 13:00, per consentire la partecipazione alternata di tutte le classi III, nel rispetto delle norme anti contagio da covid19.

01 17 LaMatematicaVaAlCinemaDa sempre, per l’Istituto Gallo-Positano, orientare significa non solo guidare e formare, ma fare in modo che i ragazzi prendano consapevolezza di quelle che sono le proprie capacità, abilità e naturali inclinazioni, al fine di poter effettuare una scelta libera e consapevole per quel che concerne l’Istituto superiore da frequentare. Il seminario si colloca proprio in questo contesto: un incontro tra il mondo della scuola, fatto di ragazzi con soggettive abilità, propensioni e passioni, e quello che “al di fuori della scuola”, può meglio sposarsi con ciascun mondo interiore.
Veniamo però alla domanda cardine: quanta matematica si “nasconde”, talvolta insospettabilmente, dietro alcuni dei film che abbiamo amato di più? Come ha brillantemente spiegato la relatrice, nonché organizzatrice, Prof.ssa Antonella Montone, la matematica utilizza il cinema e quest’ultimo interroga frequentemente la matematica. Certamente, molti film hanno raccontato in maniera encomiabile la storia di grandi matematici, che con il loro studio e il loro impegno sono riusciti a compiere delle vere e proprie rivoluzioni, e perché no, anche a salvare letteralmente la popolazione da pesanti minacce, come quella nazista, nel corso del II Conflitto Mondiale. E’ questo il caso di Alan Turing, la cui storia è fedelmente raccontata nel film “Enigma”. I tedeschi, al tempo, utilizzavano un macchinario chiamato proprio “Enigma” per inviarsi messaggi in codice, concernenti le strategie e i tempi di attacco. Solo il ricevente, in possesso di un analogo macchinario, era in grado di decriptare tale messaggi. Alan Turing però, riuscì a ideare una “contro arma” che consentisse di leggere i codici di “Enigma”, mettendo così pesantemente i bastoni tra le ruote ai tedeschi, ed evitando che la follia nazista provocasse danni ancora più ingenti. Altro bellissimo film di cui la docente ha mostrato il trailer è “La teoria del tutto”, che racconta invece la storia di Stephen Hawking, il matematico che, pur colpito da una malattia degenerativa dei motoneuroni, proseguì infaticabilmente i suoi studi.
Toccante e assolutamente da vedere anche “Il diritto di contare”, incentrato sulla storia di tre donne di colore che lavoravano per la Nasa negli anni 60, quindi con tutte le discriminazioni ancora vigenti quanto a sesso e colore della pelle.
Ma la matematica a volte può salvare letteralmente la vita. Lo racconta l’action movie “Duri a morire”, in cui i due coraggiosi protagonisti devono risolvere “l’indovinello dei 4 galloni” per disinnescare un pericoloso ordigno. E la matematica, oltre che al cinema, potrebbe venirci in aiuto anche qualora decidessimo di partecipare a qualche gioco a premi, che preveda diverse opzioni di risposta. Immaginate di avere di fronte tre porte: dietro una di esse, una fiammante automobile che potreste vincere, mentre dietro le altre due si celano delle capre.
Dopo che avete effettuato la vostra scelta, il conduttore (che sa benissimo cosa si celi dietro ogni porta) ne apre una mostrandovi la capra e chiedendovi se siate intenzionati a cambiare la vostra scelta. La maggioranza delle persone rimarrebbe ferma sulla propria posizione, pensando a qualche trucchetto psicologico del conduttore per trarre in inganno. Saggia decisione sarebbe invece modificarla, perché, usando un po’ di logica, le possibilità di vincere l’automobile da 1/3 diverrebbero di 2/3, essendovi già stata mostrata una delle due porte.
Tutta una questione di logica e di calcolo delle probabilità, quindi.
La matematica però va a nozze soprattutto con i film di animazione, tanto amati dai più piccoli ma anche dagli adulti. Ritorniamo per un attimo con la mente al 1928 e alla prima apparizione del “Topolino” di Walt Disney sugli schermi. Pochi movimenti e uno sfondo sempre identico. Una grafica al limite dell’essenziale. Del resto, con le tecniche del tempo, non avrebbe potuto essere altrimenti. Si disegnava su cartoncino sempre lo stesso personaggio, di volta in volta con piccole variazioni di movimento. Facendo poi scorrere velocemente i cartoncini, lo spettatore aveva la sensazione che il personaggio si movesse. Ben 24 fotogrammi al secondo erano necessari per ogni minimo movimento: pensate che faticaccia!
Ieri si chiamavano “cartoni animati”, mentre oggi, a ragion veduta, li definiamo “film di animazione”. Le tecniche sono un qualcosa di rivoluzionario: la computer grafica, la geometria e le proporzioni (quindi la matematica) la fanno da padrone dandoci proprio la sensazione che quel personaggio sia “vivo”, per via della sua forte espressività anche quanto a mimica facciale, oltre che ai movimenti.
Mettere a confronto lo “Steambot Willie” del 1928 con un qualsiasi film di animazione dei nostri giorni, potrà facilmente consentirci di cogliere l’abissale differenza.

“Possiamo sicuramente affermare che la matematica migliori qualitativamente il cinema, mentre grazie a quest’ultimo, abbiamo la possibilità di scoprire tanta bella matematica”- ha concluso la Prof.ssa Montone.
A questo punto, non ci resta che “sfidare” i nostri lettori, giovani e meno giovani, a scoprire quanta matematica possa nascondersi nei propri film preferiti.

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