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In: Sagre

09 09quasiventi4NOCI (Bari) – Un omaggio a Noci e a Bacco nelle Gnostre. Al suo percorso di crescita e alle sue prospettive future. Questo l’intento con il quale, venerdì 8 novembre è stata allestita, all’interno del Chiostro delle clarisse, Quasi Venti, la mostra a forma di bottiglie curata da Gianni Palattella, autore, allo stesso tempo, delle opere grafiche delle ultime dodici edizioni della manifestazione. L’esposizione, inaugurata alla vigilia del ritorno del tanto atteso appuntamento novembrino, sarà visitabile anche in questi giorni, durante tutto l’evento, non più inteso come sagra ma come vera e propria festa d’autunno.

09 09quasiventi1Qualche parola, a sostegno di questa iniziativa, è stata spesa dai due consiglieri comunali Piero Liuzzi e Mariano Lippolis. “Non è stato affatto facile realizzare questa mostra” ha commentato Liuzzi. “A causa di un ostacolo oggettivo, rappresentato dall’attore che oggi stiamo omaggiando. La sua proverbiale ritrosia ci ha portati a rinviare di anno in anno questo appuntamento. Volevamo farlo da sempre e oggi abbiamo finalmente trovato occasione. Grazie a questa iniziativa parliamo di segnologia, rappresentativa di un evento che racchiude complessità di natura fisica, sentimentale, antropologica. Questa teoria di immagini ha l’intento di far rivivere ai nocesi gli albori dell’iniziativa. Stiamo per festeggiare i due decenni e occorreva davvero dare questo tipo di segnale. Dovevamo riprendere le sensazioni, le motivazioni, i sogni legati a questa avventura, nata e poi portata avanti con il concorso di Noci e di tutti coloro i quali vi hanno partecipato. Sono grato a Gianni per aver sciolto questa riserva. Non è un caso se il Comune di Noci riconosce il suo partnernariato in questa manifestazione: perché riconosce anche nel segno di Gianni un veicolo per raccontare Noci”.

09 09quasiventi2“E’ da riconoscere l’approccio culturale che in questi ultimi anni Bacco nelle Gnostre ha assunto, discostandosi dall’aspetto enogastronomico” ha commentato invece Lippolis. “Sarebbe riduttivo oramai definire Bacco solo una sagra quando, le sue possibilità, permettono di promuovere ancor più il territorio. Inconfondibile è il segno grafico di Gianni Palattella. Un lavoro artistico pregevole: bellissima l’idea di racchiudere in queste bottiglie la storia di Bacco, che è anche un po' la storia di Noci. Leggevo il commento di Lino Patruno. E’ vero, “si fa presto a dire vino” quando all’interno di una sola bottiglia c’è una complessità che proviene da territori, dal lavoro di una comunità intera. Bacco ha dato molto in questi 19 anni. 19 anni fa ci fu un’intuizione: quella della propensione nocese all’enogastronomia e che oggi va via via sempre più valorizzandosi. C’è da dire però che anche Noci ha dato molto a Bacco, donando alla manifestazione tutti i suoi saperi e i suoi sapori”.

E non poteva quindi mancare la descrizione, attesa, da parte dell’autore, Arch. Gianni Palattella: “Ho lavorato utilizzando i segni che non solo Bacco mi comunicava, ma anche Noci.A vevo intrapreso questo percorso prima ancora che cominciasse Bacco nelle Gnostre: già dalla prima edizione di Incontriamoci in centro avevo cominciato ad interpretare graficamente quel che Noci mi trasmetteva durante manifestazioni simili. Con gli anni ho tentato di introdurre delle innovazioni legate al linguaggio. Non ho fatto altro che utilizzare la mia visione. Durante la due giorni di Bacco io non faccio altro che osservare quel che avviene. Non bevo e non sono appassionato di cibo: ecco perché credo di avere questo punto di osservazione privilegiato. Con questa mostra facciamo un omaggio a Bacco e a Noci: una città ospitale e che ha scorci del centro storico unici e da valorizzare. Già dal 2012 posi delle condizioni agli organizzatori tecnici della manifestazione, chiedendo loro di non prevedere nulla all’interno delle gnostre, luoghi che altresì vanno vissuti, osservati. In tutte le grafiche prodotto ho sempre utilizzato un po' di ironia: perché sono dell’idea che il territorio non vada banalizzato ma comunicato con spirito critico. Spero di realizzarne almeno un'altra di bottiglia, la ventesima del prossimo anno, e di trovare spunto per raccontare il territorio. Pensavamo anche di cambiare il pay off quest’anno e così è stato. Per raccontare una “festa d’autunno” che non è solo di Noci ma di tutto il territorio. Credo di essere sempre stato un pungolo per gli organizzatori tecnici e ci tengo a dire che non è vero che Bacco si è avvicinata all’arte solo oggi, ma già negli scorsi anni aveva ospitato mostre su Pino Pascali, i fratelli Spizzico etc,. Tuttavia c’è ancora da lavorare: per arricchire sempre più la manifestazione e per creare i presupposti affinchè Noci e il territorio possa essere promossa al meglio”.

 

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