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In: Fede

01 11portassnomedigesùNOCI (Bari) – “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo”. Si tratta della frase che oggi compare sulla nuova porta d’ingresso della Chiesa SS. Nome di Gesù, tratta dal Vangelo di Giovanni. Una porta studiata, condivisa dalla comunità e già battezzata lo scorso 5 novembre 2015 dal Vescovo Padovano alla quale l’intera comunità parrocchiale ha voluto affidare il giusto significato liturgico. L’evento di presentazione della porta ha avuto luogo in parrocchia lo scorso sabato 9 gennaio.

 

01-11montepaone“Quando ho ideato questa porta” ha spiegato l’architetto Nicola Montepaone, “ho pensato a due momenti della liturgia: alla Pasqua, quando viene illuminato il ciero pasquale, ed al Sacramento del Battesimo, momento in cui tutto ha inizio ed il celebrante attraverso la porta accoglie il bambino. Partendo da questi presupposti liturgici, volgendo il mio sguardo verso l’antica porta della Chiesa risalente agli anni ’60 e confrontandomi con l’architetto Giannini, abbiamo pensato ad una porta che fosse funzionale e che esaltasse due caratteristiche importanti, spazialità e tempo. L’obiettivo era conferire alla nuova porta il suo ruolo di “limen - soglia” in qualità di luogo liturgico e di passaggio dal tempo cronologico di tutti i giorni al tempo della salvezza rappresentato dalla Chiesa”.

La porta di oggi infatti, sebbene di colore leggermente più chiaro rispetto all’intero avancorpo, consente attraverso l’ampia vetrata di far entrare luce in tutta la struttura, essendo quest’ultima proiettata verso est. Essa funge anche da porta d’emergenza e si caratterizza per le seguenti particolarità: doppia anta con superficie vetrata, sette formelle vetrate sulla cornice di forma rettangolare (per le quali viene ripresa la divina proporzione) e sulle quali vengono ricordate le 7 opere di misericordia spirituale e corparale, colorazione del vetro satinato bianco tendente al giallo per simboleggiare l’ascesa dello Spirito Santo ed infine, in testa alle ante, vi sono 5 oblò vetrati sulle quali viene riportato il testo delle opere di Misericordia. Gli stessi sono stati concepiti anche per ricordare i cinque misteri della Luce. La maniglia della porta, battuta a mano, è a forma di croce greca ed è posizionata per consentire a persone di altezza diversa di poter accedere senza problemi.

Dopo la dettagliata spiegazione tecnica della porta, don Giulio Meiattini, o.s.b. monaco dell'abbazia Madonna della Scala di Noci, ha sottolineato cinque aspetti spirituali e biblici legati al significato della porta: la porta come parete (necessaria all’uomo che ha paura dell’indistinto ed è qui chiamato ad alzare mura), la porta come definizione dell’al di qua e dell’ al di là (necessaria a distinguere mondi diversi e a fungere da passaggio, lì dove l’unico mediatore è Dio), la porta come oggetto necessario ad aprire e chiudere determinate strade, la porta come possibilità/ necessità ed infine la porta come accesso a mondi visibili/ invisibili.

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