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08 29 libro relatoriNOCI (Bari) - C'è una mostra presso il Chiostro delle Clarisse, dal 14 al 29 agosto, sulla "Nocesità": si chiama così appunto, e raccoglie antichi documenti di vita cittadina e può essere visitata dalle 18.30 alle 21.30. Cos'è la nocesità? Forse, in primis, l'attaccamento al paese, alle sue tradizioni, ai suoi luoghi, alle sue persone. Enrico Gioia, nocese di nascita scomparso nel 1973, famoso tra i compaesani della sua generazione per i suoi versi tra cui un celebre poema sulle gnostre, ha intinto le sue pagine nella nocesità e la PRO LOCO, insieme a diversi contribuenti, ha deciso di rendergli omaggio e tramandarlo con una raccolta di 25 sue poesie, "Noci, le poesie" il titolo, presentato il 27 agosto presso il luogo della mostra.

Giuseppe Basile, direttore della Biblioteca Comunale nocese, parla, durante la presentazione, dell'iniziale intenzione di raccogliere tutti i 55 componimenti di Enrico Gioia per una pubblicazione antologica, ma per ora l'impresa è riuscita a metà. Una mini antologia di 25 componimenti, con l'apparato iconografico a cura dell'amico del poeta, Pasquale Gentile e la pubblicazione PRO LOCO, insieme all'aiuto di Tonino Colucci, Natale Conforti e dei tre fratelli Lippolis del ricovero S. Anna.

Antonio Natile cala il pubblico, tra cui tanti che conobbero Gioia in vita, nell'atmosfera dei suoi versi, interpretando e declamando la celebre poesia sulle gnostre. Per il senatore Liuzzi, presente al tavolo dei relatori, il poema è l'emblema di Gioia, conosciuto da giovane e apprezzato per la sua erudizione e arte. Le gnostre, luogo caratteristico nocese, per la loro disposizione sul territorio tengono vicine e unite le famiglie, una vicinanza agli altri ed al suo paese che apparteneva al compaesano. Il parlamentare conserva diversi ricordi legati a Gioia: la dedica alla allora fidanzata Franca, fatta dal poeta, lo scambio culturale presso la sartoria del nonno di Gianfranco Silvestri, amico del senatore ed infine la collaborazione al Nocigazzettino, dietro l'intercessione di Pasquale Gentile.

È commosso il ricordo di quest'ultimo, "arrabbiato" con l'amico Gioia per essersene andato troppo presto: emerge la sua bontà ed il suo bagaglio culturale, la sua simpatia e le sue risposte geniali. Poeta estemporaneo, Gentile gli chiese come facesse ad improvvisare, ottenendo come risposta "Il cervello è diviso in due: una parte rimane indietro e l'altra avanti e allora quella che rimane indietro sta in pratica dicendo quello che ha pensato la parte avanti". L'ex direttore del Nocigazzettino dice di essere legato ad un altro poema, sulla 'carrizza', il carro che un tempo funzionava da wc mobile per le famiglie e aggiunge un altro particolare al profilo di Gioia, cioè il suo attaccamento al patrono S. Rocco. Ad ascoltare queste sue memorie è presente Mario Gioia, con figlia e nipote al seguito, riconoscenti a chi ha voluto omaggiare la figura di Enrico con questa pubblicazione.

Una raccolta di versi, di nocesità che per il sindaco Nisi possono stimolare nei giovani l'amore e l'appartenenza al paese che insieme confluiscono nel concetto a cui è dedicata la mostra di cui parliamo sopra, organizzata da PRO LOCO NOCI e Terra Nucum, con il patrocinio del Comune di Noci. La PRO LOCO si assume l'impegno futuro di dare pubblicazione a tutti i componimenti di Gioia, intanto il suo materiale cartaceo sarà donato alla Biblioteca Comunale nocese per volontà del figlio Mario.

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