Stampa
In: Libri

04 26 A rose sott o cuappidde 1NOCI (Bari) - Si chiama “A róse sott’o cuappidde - cetrànghele” (trad. La rosa sotto il cappello - anticaglie) l’ultima “gioia letteraria” di Mario Gabriele, presidente del Centro studi sui dialetti Apulo-Baresi. Questa raccolta di venti poesie sarà presentata il 6 maggio al Chiostro delle Clarisse, come ha annunciato lo stesso Centro Studi in una conferenza stampa convocata per l'occasione.

L’essenza di tutto il libro, a detta di Giovanni Laera, è da ricercare all’interno nel sottotitolo “cetrànghele”, comunemente tradotto con rimasugli, 04 26 A rose sott o cuappidde 2anticaglie. Questo sottotitolo non è scelto per sminuire le poesie della raccolta, bensì per sintetizzarne il contenuto: come ha rivelato lo stesso Gabriele, infatti, si è voluta ricreare all’interno del libro la tipica ambientazione di una soffitta adibita a magazzino, dove si ritorna dopo un po' di tempo e si spulcia tra tutti quegli oggetti impolverati che, nel passato, avevano un valore ormai perduto al giorno d'oggi. E così argomento delle poesie diventano le piante, i fogli di giornale e tutte le vestigia di un’antica condizione umana che ormai si è persa, rivelandosi in preda alla reificazione dell’uomo stesso, alla sua solitudine e all’ inconsapevolezza della tragica dimensione in cui è calato. In questo scenario pessimista c’è, però, la certezza del riscatto: la “rosa sotto il cappello”, la poesia che acquista funzione civile, morale, comunitario-storica e profetica. Va, infatti, intesa la rosa - oltre che come metafora della poesia - come rosa del deserto, ovvero come fiore che appassisce e si aggroviglia in se stesso, metafora dell’uomo reificato che, una volta bagnato dall’acqua tiepida della consapevolezza della sua dimensione, potrà tornare a fiorire. Di notevole importanza è il linguaggio usato in questi componimenti: un “iperdialetto petroso” che si apre a figure etimologiche, iterazioni, modi di dire e che addirittura sublima in neologismi.

Insomma, quello di Mario Gabriele è sicuramente un grande lavoro, e sarà presentato il 6 maggio al Chiostro delle Clarisse alle ore 20:00. Converserà con l’autore Giovanni Laera, intervallato dalle letture di Antonio Natile e Francesco Galassi e dall’accompagnamento musicale di Giovanni Pinto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA