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07 15scipionelaerapresentazione

NOCI (Bari) - Circa cinque mila vocaboli, immagini che ritraggono la Noci del passato e un profondo senso di ricerca verso quelle parole meno pronunciate e appartenenti al nostro bagaglio culturale. Anche l’artista e scrittore Scipione Laera, dal canto suo, ha voluto contribuire alla stesura di un dizionario della lingua nocese. Questa volta, però, distaccandosi dalle solite regole canoniche di scrittura del dialetto e appellandosi al diritto di trascrivere una parola nella stessa e identica maniera in cui l’ascoltiamo.

07 15scipionelaeradizionarioLo scorso giovedì 13 luglio, nella preziosissima cornice del chiostro delle clarisse, accompagnato dalla giornalista Daniela Della Corte di Noci24.it (foto a lato), Laera ha finalmente portato a termine i risultati di un lavoro lungo 16 anni. Un lavoro di ricerca e d’ascolto, di cammino e di confronto con tutte le persone che il dialetto lo parlano ancora e che, forse, non hanno saputo perfettamente trasmettere alle nuove generazioni. Il risultato è consistito nell’impaginazione di un dizionario molto semplice e popolare, comprensibile e godibile per tutti i futuri lettori, siano essi nocesi o di altra provincia. Un dialetto scritto così come viene pronunciato, che non cura accenti o regole che il Tinelli o altri ci hanno insegnato, ma che traduce la parola nuda e cruda, come nel caso di “u scolèr” (lo scolaro).

Durante la presentazione, molto prolifica sotto il profilo della discussione, non sono mancate critiche da parte di chi ha sempre creduto fortemente nell’esigenza di dover rispettare le regole canoniche della scrittura del dialetto. Scipione Laera, dal canto suo, ha continuato a sostenere la sua scuola di pensiero, invitando a leggere il suo nuovo dizionario (disponibile presso la cartoleria Cartunia) in quanto nuova fonte di pensiero e di lettura.

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