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02 03 conferenzastampaAfraschdiGiovMiccolisNOCI (Bari) – La biblioteca personale di Giovannino Miccolis, a tutti noto come Giuann Cavatidde, è stata donata di recente al Fondo del Centro Studi sui Dialetti Apulo-Baresi di Noci e lo scorso giovedì  è stata presentata all’intera cittadinanza.

Emozioni e ricordi hanno fatto da padroni durante la serata. Il 1 febbraio, nella Biblioteca Comunale, si è svolto un importante momento per mostrare e condividere con il pubblico, legato per amore e amicizia a Giovannino Miccolis, l’intero repertorio letterario, musicale e teatrale, da lui  gelosamente custodito. La famiglia Miccolis, come ha avuto modo di spiegare il più piccolo dei figli di Giovanni Miccolis, Rocco, ha voluto donare al Centro Studi sui Dialetti Apulo-Baresi, lo straordinario repertorio che oggi rivela e riporta alla mente l’identità, le tradizioni e i costumi della Noci antica.

Durante la serata il Presidente del Centro Studi, Mario Gabriele, ha commosso tutti i presenti con la rievocazione della storia e del significato de “A Frasche”, compagnia musicale e gastronomica di cui Giovannino Miccolis era presidente: questa nacque a Noci il 29 settembre 1963 in via Cairoli  e prese il suo nome dagli ortaggi che venivano raccolti nei nostri campi dal 29 settembre al 10 aprile, nonchè periodo dell'anno in cui le attività della compagnia si svolgevano. Una compagnia, quella fondata da Cavatidde, che oltre ad avere un valore sociale e culturale era anche un luogo - come sottolineato l'amico Nicola - intervenuto durante la serata - in cui era possibile vivere a pieno la convivialità, praticando due valori fondamentali  ora in disuso: l’amicizia e la letizia.

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Di questa realtà e di Noci, Giovannino Miccolis ci parla nei suoi scritti, sfrontati e ironici, dettagliati e contemporanei. Ad analizzarne le caratteristiche è stato lo stesso Giovanni Laera, membro del Centro Studi, leggendo la poesia “A serenet d’ Giuann di Nusce”. Un lessico arcaico quello evidenziato, in alcuni casi anche pieno di incursioni provenienti dalla cultura britannica e italiana, vedi “u’ sax”, accompagnato dalla descrizione dei più arcaici soprannomi nocesi come Giuann Arsolin o Calefef.

A concludere, la lettura di alcuni brani dedicati a Giovannino, scritti  anche da alcuni letterati nocesi come Vito Palattella o Francesco De Tommasi: una fra tante, la poesia scritta da quest'ultimo in occasione della nascita della quarta figlia Cavatidde, nel 1969 denominata “A quarta femmene”.

La volontà, espressa in conferenza stampa del Centro Studi, è stata quella di pubblicare il repertorio del Presidente Eterno (come amava definirsi) Giovannino Miccolis, in modo da far dono alla cittadinanza dell’inestimabile tesoro pervenutoci.

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