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02 24ulittemminzeallereNOCI (Bari) – Si intitola “U litte mminze all’ère” la nuova raccolta di poesie pubblicata dalla casa editrice AGA di Alberobello e curata, nei minimi dettagli, dall’associazione nocese Centro Studi sui dialetti apulo baresi. Il letto nell’aia – questa la traduzione del titolo del libro che sarà presentato il prossimo 9 marzo – contiene al suo interno poesie dialettali di Giuseppe Plantone, nocese nato nel 1935 e da molti anni residente a Martina Franca.

Diretta, lucida e priva di infingimenti, la poesia di Plantone viene così analizzata per ogni suo minimo aspetto dai membri dell’associazione nata con lo scopo di approfondire la lingua dialettale apulo barese. E la fortuna è che siano stati proprio Mario Gabriele e Giovanni Laera a voler entrare nel merito delle quartine di Plantone, pastore che con la poesia molto ha avuto da raccontare sulla Noci del XX secolo.

Peppino, orfano di madre sin da piccolo, “aveva avuto il castigo” di guardare le pecore, ma i tesori più preziosi che ricevette in gioventù furono due: un’enciclopedia ed un libro di poesie di Vittorio Tinelli, professore dal quale erediterà un modello poetico. Nella poetica di Peppino, sottolinea infatti Laera in prefazione, prevale più il lato biografico che quello antropologico, senza mai sconfinare nell’intimismo e nell’autocommiserazione. Anzi, la poesia di Peppino ha la forza di trasformare il lamento in solido canto civile e, al contempo, riflessione mai banale sulle dure condizioni di vita di un contadino del Sud.

Nelle sue poesie Peppino racconterà dei vigneti di Torre Abbondanza, delle difficili condizioni economiche, della rivendicazione dei diritti sui padroni, della famosa piscina comunale di Noci negli anni ’50 e di molto altro ancora, conservando sempre tratti del dialetto nocese cui si affiancano forme decisamente meno legate al dialetto arcaico.

La raccolta sarà ufficialmente presentata sabato 9 marzo 2019 alle ore 18,00 presso il Chiostro di San Domenico. L’introduzione al volume e la lettura delle poesie saranno affidate a Mario Gabriele e Giovanni Laera. Non mancherà la presenza dell’autore al quale sarà sicuramente affidato un piccolo commento o momento di testimonianza.

 

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