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In: Libri

08 14 fabris 1NOCI (Bari) - «In un labirinto di ombre, figure e sagome riconoscere il proprio padre è mettere a fuoco l'essere che dimora in noi profondamente» racconta Piero Fabris tra le pagine del suo nuovo libro edito da Les Flaneurs "Novelle in granuli di sale - sulle Orme dei padri smarriti".

Lo scorso 13 agosto, il pittore e poeta ha presentato il romanzo presso "SPAAACE" in via Aldo Moro 22 a Noci dialogando con Gianni Tinelli (il medesimo locale ospita la mostra "Doppio Senso" di Daniela Zaccaria e Angelica Intini). Il libro contiene otto novelle aventi un tema comune, i padri smarriti, ma con storie e protagonisti differenti.

"Tra i vicoli della città vecchia e i tavolini di un caffè, fra le rive del mare e le camerate di una casa famiglia, fra le stanze di una vita agiata e le stradelle di un paese di provincia, i protagonisti delle storie di Piero Fabris - a metà fra cronaca e finzione - si muovono fra le onde del mare in burrasca in attesa di venti nuovi. Inseguendo figure paterne scomparse, evanescenti, complesse o semplicemente egoiste e distratte, questi figli cercano di addomesticare i loro tormenti alla ricerca della verità e del senso della propria esistenza, provando a nuotare controcorrente, conservando i ricordi sotto il sale o abbandonandosi al flusso delle acque calme".

Il fulcro del dialogo tra Gianni Tinelli e Piero Fabris è stato la figura paterna ritenuta da molti, anche oggi, un modello da seguire. Se negli anni precedenti vigeva la figura del "padre padrone", oggigiorno quest'ultimi non hanno più un ruolo certo. "Sono anche loro delle sagome ed i bambini li trattano da tali, per questo vi subentra un' incapacità di vivere ed essere protagonisti" - argomenta lo scrittore che, successivamente, aggiunge - "Oltretutto, bisogna essere delle persone calorose e capaci al dialogo, punti fermi e di riferimento. Pertanto, ciò che distacca un padre ed un figlio sono i linguaggi ed i dialoghi di cui si discute, non è il mestiere del padre stesso ed, inoltre, bisogna dedicare tempo ed affetto ai figli".

Inutile dire che la figura del padre deve essere presente e che senza di essa il figlio possiede "un vuoto che rimane dentro, che non permette di stare sereni" dice Piero Fabris. Secondo lo scrittore, infatti, i genitori devono essere entrambi presenti ed affinché una coppia funzioni bisogna essere complementari e guardare insieme verso un progetto comune non solo guardarsi negli occhi.

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