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09 28 FestaDeiLettori 1NOCI (Bari)- Nelle serate del 25, 26 e 27 settembre scorsi, anche Noci ha contribuito, con una serie di iniziative, alla manifestazione nazionale della “Festa dei Lettori”, giunta alla sua XVI edizione. La cornice è stata quella sempre magica e suggestiva del Chiostro delle Clarisse e il vero protagonista delle tre serate, che si sono svolte nel più rigoroso rispetto delle normative anti covid, è stato il lettore. La manifestazione è stata patrocinata dal Comune di Noci e realizzata in collaborazione con le librerie Mondadori Point e Fatti di Carta. Scopriamo assieme quali sono state le belle iniziative proposte.

La serata iniziale, quella dello scorso 25 settembre, è decollata a partire dalle 19:00, ed è stata tutta dedicata alla lettura condivisa, e non a caso intitolata: “Il mio compagno di resilienza”. Ognuno dei ragazzi che formavano il gruppo (tutti giovanissimi in procinto di terminare gli studi liceali) ha portato con sé un libro che lo aveva particolarmente colpito, esponendone in maniera chiara e concisa la trama, i personaggi e rivelando la ragione che lo aveva spinto a scegliere proprio quel libro come compagno di resilienza, per meglio affrontare le difficoltà della vita, per crescere e per imparare. Significativo è stato notare come i ragazzi abbiano scelto pagine pregne di tematiche forti, come il bullismo e il razzismo; l’odio e la rabbia che acceca, impedendo di guardare la verità in modo obiettivo; la morte che colpisce in giovane età e il senso di ingiustizia che ne deriva, che può notevolmente incrinare anche il rapporto con la fede. E sì, molti dei nostri giovani amano ancora dedicarsi alla lettura dei classici. Tra i libri scelti, spiccava infatti anche “Il ritratto di Dorian Gray”, del buon Oscar Wilde, che contiene un messaggio ritenuto evidentemente ancora attuale: la ricerca dell’apparenza e della bellezza e giovinezza eterna, una bellezza esteriore a cui corrisponde spesso una deprecabile bruttezza interiore e povertà di valori. Un esercizio utilissimo che ha permesso ai ragazzi di focalizzarsi sugli elementi fondamentali di un romanzo e di migliorare la proprietà e la scioltezza di linguaggio. A queste giovani promesse nocesi, sono andati i complimenti di Stefano Verdiani, della psicologa Dott.ssa Lorita Tinelli e della platea.
09 28 FestaDeiLettori 3Sabato 26 settembre invece, a partire dalle 19:30, spazio a un’inchiesta giornalistica di quelle “toste”: quella inerente il delitto di Avetrana che ha letteralmente sconvolto e commosso l’opinione pubblica nazionale. A 10 anni da quel tragico pomeriggio di agosto in cui la povera Sarah Scazzi veniva privata della vita, Carmine Gazzanni e Flavia Piccinni, dialogando con il giornalista Gianni Tinelli e con la Dott.ssa Lorita Tinelli, hanno estrinsecato i punti fondamentali della loro inchiesta.

09 28 FestaDeiLettori 2Sociologicamente parlando, un delitto consumato in un piccolo paesino di Provincia va per prima cosa debitamente contestualizzato. A far letteralmente esplodere la bolla mediatica è stato proprio il fatto che Avetrana è uno di quei piccoli centri in cui tutti sanno tutto di tutti, e in cui anche la voce di paese rischia di diventare verità inconfutabile, da ascriversi nelle carte processuali. Come sempre, non sono mancati gli sciacalli, che andavano più a caccia di particolari macabri che della verità, finendo col far diventare notizia ciò che notizia non lo sarebbe stata affatto. A ciò si aggiunga il fatto che tutti avevano voglia di andare in Tv a dire la propria, amici, conoscenti, conoscenti di conoscenti…tutti in una sorta di reality show dell’orrore, incentivati anche da un cospicuo “gettone” conferito per la loro presenza. E la povera Sarah? A un certo punto finisce per scomparire letteralmente: i riflettori si accendono su Sabrina, Cosima e Michele Misseri, su come trascorrono le loro giornate in carcere, sulle lettere che ricevono. Diventa importante andare a caccia delle dichiarazioni di Valentina, l’altra figlia di Michele, di Anna Pisanò, la “pettegola del paese”, di Ivano Russo e del fioraio Giovanni Buccolieri, quello del famoso “sogno” in cui Cosima trascinava forzatamente in auto la povera Sarah, per poi riportarla all’interno della villetta di via Deledda. 

Alla luce di tutto ciò, si può ben comprendere perché una minuziosa rilettura dell’inchiesta abbia maggior senso a dieci anni di distanza. La “bolla mediatica” si è ormai sgonfiata, e si può (e si dovrebbe) tornare finalmente a focalizzarsi su Sarah. Al lettore il compito di scoprire cosa il Gazzanni e la Piccinni abbiano rilevato accedendo alle carte processuali.

09 28 FestaDeiLettoriLa serta di ieri, 27 settembre, è stata invece quella maggiormente incentrata sul tema della resilienza, scelto quest'anno per la Festa dei Lettori. Immaginate di essere colpiti da un ictus, di riuscire miracolosamente a salvarvi ma di perdere l'uso della parola. Dentro di voi, le parole riuscite a pensarle, ma non riescono a varcare la soglia delle vostre labbra. 

09 28 FestaDeiLettori.jpg2È quanto accaduto al popolare giornalista e conduttore rai Andrea Vianello, e se appunto con le parole ci lavori, se su quelle si basa interamente la tua professione, il perderle può rivelarsi doppiamente devastante. Vianello, resilente e combattente, armato di forza di volontà e pazienza, oggi si è completamente ripreso, tanto che sta per tornare in tv alla conduzione di un nuovo programma. Proprio a causa di impegni professionali, fortunatamente tornati a riempire la sua agenda, il giornalista non ha potuto presenziare alla serata.Il lungo calvario volto alla riconquista della parola, una delle cose più preziose di cui l'essere umano disponga, è racchiuso in un libro che Vianello ha scritto mettendosi completamente a nudo, intitolato appunto: "Ogni parola che sapevo". 

09 28 FestaDeiLettori.jpg2.jpg3Un percorso fatto di umiliazione, quella di dover imparare nuovamente a parlare come un neonato, a distinguere le parole sui libri illustrati in uso alle scuole dell'infanzia; fatto del respingimento degli sguardi pietosi atrui e di coraggio e impegno. Ma è stato necessario anche modificare la propria concezione del tempo. Noi tendiamo a essere sempre protesi verso il "tutto e subito", mentre dovremmo accettare il semplice dato di fatto che il tempo non si assoggetta a nessun condizionamento. Il vecchio motto "tempo al tempo" si rivela dunque quanto mai veritiero. Superando il naturale senso di rabbia e di smarrimento, per quel che riguardava non solo la carriera professionale, ma anche la vita privata, Andrea Vianello è riuscito a "ripescare" se stesso nel mare oscuro che pareva averlo fagocitato. Una storia a lieto fine la sua, capace sicuramente di ridare una speranza a quanti stiano vivendo la stessa difficile condizione  si stiano lentamente abbandonando all'idea di essere finiti. Vianello è stato certamente fortunato, ma se non avesse lottato,nulla avrebbe ottenuto. Ecco, questo significa davvero essere resilienti.

 

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