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03 12 HoTrovatoUnCuoreATerramaNonEraIlmioNOCI - Prosegue speditamente il calendario degli appuntamenti culturali della Darf, tutti rigorosamente online come purtroppo la pandemia ancora in atto impone. Ospite della diretta dello scorso 11 marzo è stata la giovane scrittrice Claudia Venuti, che ha condiviso con gli ascoltatori le tematiche del suo nuovo romanzo dal titolo veramente incisivo: “Ho trovato un cuore a terra ma non era il mio”. Con l’autrice ha dialogato il presidente della Darf, Mariano Casulli, e nel corso della diretta è intervenuto anche Claudio Castellana (in arte IAMCLAUDIOC), apprezzatissimo illustratore nocese che è autore della bellissima copertina.

03 12 HotrovatouncuoreaterramanonerailmioCampana di origine, ma residente a Rimini, Claudia Venuti è ormai al suo quarto romanzo, e si può a ben titolo considerala un’autrice con grandissimo seguito sia di lettori che sui social. Frutto della sua penna è la trilogia “Passi di Mia” (che allude appunto al percorso della protagonista) che si compone dei seguenti titolo: “Passi”; “Dove ti trovo” e “Ti voglio felice”. Un esordio letterario che non è stato certamente facile, partendo dall’auto pubblicazione fino ad arrivare al primo agognato contratto editoriale.
“La protagonista del nuovo romanzo non è stata un personaggio facilissimo da plasmare. Se in mia c’era tanto di me, Nina ho voluto distanziarla totalmente da quello che è il mio mondo interiore”- ammette l’autrice. E Nina è una donna un po’ fuori dagli schemi: innamorata della sua indipendenza, convinta di non dover mai avere bisogno di nessuno. Eccessivamente chiusa in se stessa, si tiene ben lontana dalle relazioni umane e tantomeno dalla ricerca dell’amore. La affiancano la figura della nonna e della sua migliore amica, Bea. Interrogata da Mariano Casulli sull’importanza di avere dei saldi punti di riferimento umani all’interno della propria esistenza, la Venuti ha risposto di ritenerlo indispensabile. Dagli stessi ascoltatori e lettori è partita la domanda inerente al significato del titolo, che ha evidentemente molto colpito.

“In realtà non è che abbia proprio un significato ben preciso. E’ un titolo nato casualmente. Un giorno, in stazione, ho trovato un cuoricino per terra e ho postato su instagram la foto, con la didascalia “Ho trovato un cuore a terra ma non era il mio”. Fatto sta che da allora ho iniziato a vedere cuori ovunque, e mi sono detta che molto probabilmente quella frase mi avrebbe portato in un certo senso fortuna”- ha spiegato l’autrice. Claudio Castellana, invece ha fornito qualche curiosità in più in merito alla copertina, nata ancor prima del titolo e del libro stesso, per quanto assurdo possa sembrare.  Un cuore dal colore rosso vivo situato sotto una campana, che precipita. Lo sovrasta una mano che a primo acchito, non si capisce se l’abbia fatto precipitare o invece voglia disperatamente afferrarlo. Il lettore potrà scoprirlo solo leggendo.

“Il problema più grande lo abbiamo riscontrato esclusivamente sul colore rosso: Claudia me ne ha fatto provare tutte le tonalità esistenti”- ha scherzato Claudio Castellana.
Approfittando della presenza di una scrittrice e di un illustratore che vantano un così alto numero di followers, era quasi d’obbligo parlare di social. Per entrambi sono un veicolo importantissimo per far arrivare idee, emozioni, stati d’animo, rendere partecipi dei propri progetti. Ma il rapporto coi followers va in qualche modo sempre coltivato, perché si aspettano sempre una risposta, o anche una semplice reaction con un cuore o altra emoticon.
“Fa sorridere che si sorprendano di ricevere una risposta, neanche fossi David Beckham! Per me è una cosa naturale rispondere sempre”- ha dichiarato Castellana.
La  Venuti, invece, ha ribadito chiaramente: “Io sono una che se non ha niente da dire magari non pubblica per giorni sui social. Non mi sono mai sentita obbligata. Con i miei followers c’è sempre stato un rapporto confidenziale, come se conoscessi da tempo le persone che poi effettivamente ho avuto modo di incontrare anche in spiaggia per una dedica sulla propria copia”.
“Chi dovrebbe leggere in buona sostanza il tuo libro, e perché?”- le ha chiesto in conclusione Mariano Casulli
“Chi vuole compiere quel viaggio interiore che magari non ha mai avuto la possibilità di effettuare, un po’ per paura e un po’ per altre traversie. E soprattutto chi vuole scoprire (no, non riscoprire, ma proprio svelare per la prima volta) dei lati di sé rimasti magari ignoti!”- ha replicato l’autrice.

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