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08 08eugenioinviadigioiaNOCI (Bari) - Hanno un nome alquanto divertente frutto della concatenazione dei nominativi di tre membri ed un cd che invece porta il nome del bassista (o viceversa?). Stiamo parlando di “Eugenio in Via di Gioia” la band torinese formata da Eugenio Cesaro, Emanuele Via e Paolo Di Gioia e Lorenzo Federici che lo scorso giovedì 6 agosto 2015 si è esibita presso Masseria Signora Renza, sede di tutti gli eventi targati AgriCultura Festival’15.

Giunta per presentare al pubblico il suo nuovo album definito appunto “Lorenzo Federici” e pubblicato per Lilellula a dicembre scorso, la band ha mostrato sin da subito coesione ed unione di intenti non solo nei metodi di presentazione formali ma anche e soprattutto in termini di resa live, motivo che fra l’altro li ha portati qualche mese fa ad essere definiti band rivelazione live dell’anno da KeepOn, il più importante portale di musica dal vivo in Italia. Ironici, schietti, allegri ma sempre attenti a raccontare grandi e profonde verità, per gli Eugenio in Via di Gioia non è stato assolutamente difficile interfacciarsi con il pubblico nocese: per loro poi che nascono principalmente come buskers e sono giunti sul palco sapendo bene come far incontrare folk e swing cantautorale.

Dieci brani, tematiche attuali, membri della band teatrali e carismatici capaci di sopperire a ben due cambi inaspettati di corde alla chitarra. Ed infine il colpo finale: il cubo di Rubik risolto tra un accordo ed una strofa cantata da parte del cantante. Dopo l’ep d’esordio che già preannunciava tutta la carica esplosiva degli Eugenio in Via di Gioia, Lorenzo Federci è nato spontaneamente: con brani com “Argh!” e “Ho perso” che scherzano sulla scena musicale nostrana (da una parte i concerti in eterno ritardo, dall’altra i concorsi tentati per raggiungere l’agognato successo), con brani ironici come “Il nostro cane è su Facebook” e molto altro ancora. Gli Eugenio in Via di Gioia sono sicuramente un nome interessante, hanno una loro precisa prospettiva, e sono più di tutto un’autentica proposta. Merito va sicuramente riconosciuto all’associazione culturale AgriCultura, capace di aver strizzato l’occhio ad una delle band più promettenti del panorama musicale italiano.

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