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In: Musica

12 21 RosyLaMouche2NOCI – Prosegue la rassegna di concerti improntata sul cantautorato nocese “Christmas in town” e noi di Noci24 vi proponiamo ancora una delle nostre interviste esclusive. Ospiti delle nostre pagine  sono questa volta i membri della band “Rosy La Mouche” che si esibirà il 27 dicembre presso il CineClub MuRa. Abbiamo contattato il frontman Adriano Laera e gli atri componenti della band, incontrando la loro energia rock e la loro disponibilità a rispondere alle nostre domande. I Rosy La Mouche hanno alle spalle una carriera ventennale e un’anima rock vulcanica. Allo scorso giugno risale il loro ultimo EP dal titolo “Quaranta giorni” e alcuni dei brani contenuti al suo interno saranno appunto proposti durante l’esibizione del prossimo 27 dicembre.

Ragazzi, innanzitutto benvenuti sulle pagine virtuali di Noci24: come vi presentereste ai lettori che ancora non vi conscessero?

"Ciao a tutti, siamo quattro persone che si divertono ancora a scrivere canzoni, nonostante gli anni trascorsi insieme siano ormai più di venti. Inoltre, non abbiamo mai smesso di sperimentare nuove strade per suonare il rock italiano".

Ci verrebbe da chiedervi cosa si prova a tornare su di un palco dopo un periodo così difficile, in cui la musica ha continuato la sua corsa online, ma certamente “mutilata” del calore che solo il contatto con il pubblico può offrire. Quanto avete atteso questo momento? Come state vivendo i giorni che ci separano dal concerto?

"In verità, siamo abituati alle lunghe attese, perché i nostri concerti non sono mai stati troppo frequenti, forse perché il nostro è un genere, talvolta, non adatto a tutte le orecchie o, semplicemente, perché in fondo preferiamo rintanarci nella nostra storica sala prove, per prendere parte alla magia della nascita di una nuova canzone".

Cosa bolle in pentola dal punto di vista musicale? C’è un metaforico cantiere in cui si sta costruendo qualcosa di nuovo da proporre al pubblico?

"Abbiamo tutti delle vite lavorative che poco hanno a che vedere con la musica, ma la nostra produzione è abbastanza continua: abbiamo scritto già diversi brani nuovi, di cui stiamo curando gli arrangiamenti e che speriamo di poter registrare e pubblicare al più presto".

A detta di molti artisti, la pandemia è stata paradossalmente fonte di ispirazione. Anche per voi si è verificata la stessa cosa?

"Forse siamo un’eccezione, ma per noi non è stato così. È vero che il
nostro ultimo lavoro si chiama “Quaranta giorni”, ma incredibilmente i
testi erano già completi prima della pandemia. Proprio l’espressione “Quaranta giorni” compare in un brano che si chiama “Buco nero”, scritto molto prima dell’inizio di questo periodo storico".

Come vorreste, voi cantautori nocesi, che tanto le istituzioni quanto la cittadinanza vi mostrassero maggior vicinanza, permettendovi di esprimervi appieno?

"La risposta è semplice: la gente dovrebbe partecipare ai concenti, mostrando l’interesse che l’arte e la cultura meritano, a prescindere dai gusti, dal livello e dalla presenza di cibo e alcol. A questo proposito, il nostro pensiero va soprattutto ai giovani artisti e al giovane pubblico, perché possano sviluppare un senso critico che li porti lontano dalle mode, perché è così che nascono le nuove correnti".

Raccontateci una delle più grandi soddisfazioni che la passione per la musica vi ha consentito di raggiungere.

"Forse potrà sembrare banale, ma il regalo più grande che la musica ci ha fatto è stato permetterci di restare legati e amici per tanti anni, a prescindere dai traguardi raggiunti. Scrivere una bella canzone partendo da zero, magari in una sola serata, per noi è già una grande soddisfazione. Anche riuscire a prodursi più volte da soli, senza tener conto delle difficoltà del mercato musicale di oggi, è stato un bel traguardo".

Sicuramente, il desiderio di assistere a un’esibizione live da parte del pubblico, è lo stesso nutrito con trepidanza dagli artisti. Lo lanciamo un messaggio al vostro pubblico prima della grande serata?

"Per noi un evento live è una grande festa e vorremmo invitare tutti a condividere il risultato delle nostre fatiche. Non vediamo l’ora di incontrarvi!"

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