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In: Ricerche e studi

09-13 settembre in santa chiara SistoNOCI (Bari) – E’ giunto al termine il secondo appuntamento della dodicesima edizione di “Settembre in Santa Chiara – Conversazioni storiche 2013”, che si è svolto giovedì 12 settembre presso il Chiostro delle Clarisse a Noci. Ospite di questa seconda serata il prof. Pietro Sisto, docente di Letteratura italiana, di Bibliografia e Biblioteconomia e di Storia del Libro a stampa e dell’editoria presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, oltre ad essere autore di innumerevoli opere e ricerche storiche locali.

L’incontro, coordinato dal direttore della Biblioteca comunale di Noci, Giuseppe Basile, è stato incentrato sul tema “Santi, feste e leggende d’autunno a Noci e nella Murgia dei trulli”, concetto altrettanto affrontato nel libro “I giorni della festa. Miti e riti pugliesi tra memoria e realtà”, scritto dal prof. Sisto ed edito da Progedit nel 2012. Interessanti sono stati gli spunti di riflessione offerti dalla conversazione, durante la quale Sisto, descrivendo nel dettaglio la storia di alcuni dei Santi maggiormente contemplati nei nostri comuni e sottolineando la commistione tra riti pagani e riti cristiani, ha evidenziato come questi ultimi abbiano con il tempo cercato di eliminare del tutto i primi. Non poteva di certo mancare un excursus sulla storia di San Rocco, patrono di Noci ma anche di altri 18 comuni pugliesi. È stato proprio raccontando le vicende di questo Santo che Pietro Sisto ha mostrato il primo esempio di contraddizione storica: parlando, infatti, di feste patronali organizzate per celebrare San Rocco, al quale secondo la tradizione ci si rivolgeva per chiedere protezione dalle epidemie di peste e colera, sono stati elencati alcuni dei simboli tipici di queste cerimonie. Tra questi i palloni aerostatici, noti anche ai nocesi, oggi diventati simbolo di feste religiose ma un tempo strettamente legati alla tradizione laica: questi oggetti, infatti, erano considerati il simbolo per eccellenza della cultura scientifica.

09-13-Pietro SistoAncor più ricca di significati pagani la storia di San Martino, legato alla figura dell’orso, che l’11 novembre si ritirava in letargo preannunciando in questo modo l’inizio dell’inverno, e a quella delle oche. Quest’ultimo animale, l’oca appunto, oltre ad essere legato alla tradizione pagana, per la quale il loro flusso migratorio evocava il mondo dei defunti – nel mese di novembre queste passavano dalle nostre parti per spostarsi nei paesi più caldi –, è anche strettamente legato alle vicende di San Martino. La storia, infatti, racconta che Martino nel tentativo di nascondersi per sfuggire alla possibilità di diventare vescovo, fu scoperto proprio a causa dello starnazzare di un gruppo di oche che si trovava vicino al Santo in quel momento. Per meglio avvalorare quanto raccontato, Sisto ha proposto anche l’esempio del noto “gioco dell’oca”, il quale rappresenta sotto certi aspetti, quali gli ostacoli da superare o lo stesso numero delle caselle – 63 – il gioco della vita.

L’intervento del docente universitario di Bari è proseguito con l’illustrazione della storia di altri Santi a noi noti, tra cui, ad esempio, San Michele e Santa Lucia fino a terminare con un cenno sul culto dei defunti. Stando a quanto detto durante l’incontro, infatti, Halloween non sarebbe una festa importata dagli Stati Uniti, ma, al contrario, è una nostra tradizione che, dopo essere stata esportata, è tornata con significati e valori fortemente mutati dal sopravvento della società dei consumi.



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