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In: EDITORIALI

09 18 non campagnaNOCI – Si avvia alla chiusura la campagna elettorale per le elezioni regionali che si terranno i prossimi 20 e 21 settembre. La prima competizione elettorale post-pandemia è stata certamente sui generis: svolta maggiormente di porta in porta nella rete delle conoscenze individuali, si è rivelata priva di confronto pubblico, svuotata delle linee programmatiche e silenziosa di comizi o presentazioni pubbliche.

Il vuoto più grande e sostanziale è stato quello del confronto pubblico. Dei quattro candidati nocesi al consiglio regionale, solo due si sono presentati pubblicamente, alla cittadinanza o alla stampa. I manifesti e i roll-up sono stati puntualissimi nei comitati elettorali che, però, sono rimasti vuoti e inanimati per la maggior parte. Allo stesso modo, solo tre candidati alla presidenza della Regione hanno parlato al pubblico nocese. E’ così facile esprimere una preferenza elettorale per un candidato, senza che questo abbia mai parlato ai propri elettori?

Il vuoto si è conservato anche nelle poche piazze che si sono animate: dai palchi sono risuonati discorsi inconsistenti. I comizi nocesi si sono riempiti dello stesso stile interlocutorio che oggi domina le trasmissioni televisive di tutta Italia: discorsi, anche violenti e umoristici, atti a contrastare l’altro in quanto tale, senza parlare di linee programmatiche o di valori concreti. Argomentazioni “ad hominem” o utili a polarizzare la dicotomia tra ogni candidato e tutti gli altri: così Paperino sostiene quanto sia cattivo Topolino e quanto ciò che dica non sia coerente con quello che ha fatto nei suoi anni di governo; allo stesso modo Topolino si lascia andare a dichiarazioni aneddotiche per sottolineare la pericolosità e gli errori di Paperino; mentre Pippo critica l’operato di entrambi e si elegge a unico baluardo del cambiamento. Insomma, discorsi “contro” che spingono a un “voto contro” e non a un “voto per”. Qualcuno sarebbe in grado, dopo i comizi che hanno avuto luogo a Noci, di sintetizzare i programmi dei candidati alla presidenza della Regione Puglia?

Altro grande assente è stato il futuro. I discorsi sopracitati si sono concentrati sul passato dei singoli candidati, evidenziandone errori e incoerenze. Discorsi al passato che talvolta si sono rivelati, con facilità, inesatti o imprecisi. Ma non si vota al passato. Si vota (o almeno si dovrebbe) per l’idea della Puglia del futuro a cui vogliamo tendere nei prossimi cinque anni: progetti futuri che sono stati scarsamente delineati. Insomma, una non-campagna elettorale i cui non-confronti pubblici hanno mirato ad ispirare un non-voto per far non-vincere il peggiore… di certo una tornata elettorale senza precedenti anche per gli innumerevoli riposizionamenti e rimescolamenti di casacche a cui si sta assistendo.