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In: POLITICA

01 02spot conad copyNOCI (Bari) - "Un cavalierato anche per lo spot Conad, ovvero a creativi e regista che, rivoluzionando la funzione sociale dell’advertising, hanno osato porre all’attenzione di massa la necessità tutta meridionale di partire per trovare lavoro”. Anche l'ex Parlamentare Liuzzi ha voluto dire la sua sull'ultimo spot della Conad, negli ultimi giorni divenuto argomento di discussione sui social e non solo. 

Lo spot racconta di un ragazzo che viene assunto al Nord e deve partire proprio il giorno di Natale: la mamma mette nella sua valigia i prodotti tipici della sua cucina, ma lui preferisce togliere anche il caciocavallo perché "quello mi impuzzonisce tutte le camicie". E alla fine, a risolvere la situazione ci pensa il papà, che regala al figlio una carta Conad per fare la spesa. 

Piero Liuzzi commentando lo spot del marchio della Gdo in onda in questi giorni sulle reti televisive si è così espresso: “Lasciando alla piena autonomia del Capo dello stato la discrezionalità di insignire sarebbe gradito un chiaro e incisivo segnale istituzionale anche in ambito pubblicitario che si è fatto portavoce di emergenze collettive quale, ad esempio, la penosa migrazione intellettuale dei giovani meridionali che, nella narrazione dello spot, possono essere chiamati anche il giorno di Natale a fare le valigie per non rinunciare ad un posto di lavoro fuori regione. Trovo strumentale la querelle sul caciocavallo poggiato direttamente sulle camicie, quasi a voler allontanare lo spettatore dal perspicuo messaggio veicolato dalla clip che, infatti, ha una valenza superiore a tanti discorsi piagnoni. Il meridionalismo può trarre linfa vitale dallo spot delle cooperative perché comunica efficacemente gli svantaggi del Mezzogiorno più dell’ampia saggistica inascoltata o calpestata dall’ultima finanziaria varata dal governo legastelato”.