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In: Consiglio Comunale

Mariano LippolisNOCI – NociEstate 2020 ci sarà, prenderanno forma nuovi format e modi per assistere agli eventi, data l’emergenza da COVID-19.

Nonostante le grandi difficoltà, il mondo della cultura e i suoi lavoratori sono stati il vero motore della nostra Nazione, che ha dovuto fare e fa tutt’ora i conti con uno stato di incertezza, labilità e depressione. Ma ripartire si può e si deve seppure a piccoli passi, ricostruendo una fortezza dalle fondamenta. Per questo, anche la cultura nocese riparte, ma come? Lo abbiamo chiesto al consigliere Mariano Lippolis, delegato alla cultura, che ci ha restituito la possibilità di immaginare Noci non solo culla di cultura, ma anche luogo di incontro e socialità.

Data l'emergenza da COVID-19, si svolgerà NociEstate2020?
Indubbiamente sarà un’estate diversa da quelle che siamo abituati a vivere e quindi inevitabilmente anche per l’organizzazione e la fruizione di eventi culturali e nel vivere momenti di condivisione.
Ripartire si può e si deve ma in questa fase di passaggio, in cui il peggio ce lo siamo lasciato alle spalle, ma siamo in una fase di convivenza con il virus, occorre cautela e buon senso. Va ricercato il compromesso tra l’ansia della ripartenza a tutti i costi e un’ingiustificata paralisi. Occorre la capacità di guardare alla complessità della situazione a livello globale e alla sua evoluzione e allo stesso tempo ottemperare alle esigenze del nostro micromondo, compresa ovviamente anche l’esigenza di garantire e vivere occasioni di svago e di arricchimento culturale per la comunità. Per un ventaglio di ragioni, costruire un calendario di eventi estivi non è stato affatto semplice, per le associazioni quanto per l’amministrazione, ma nonostante tutte le difficoltà credo che il calendario di eventi dell’estate nocese, che a giorni sarà presentato alla cittadinanza, sia più che lusinghiero.

Avete pensato a grandi nomi/ ospiti, quali festival sono nel caso confermati nella nostra città? E in quali luoghi si terranno?
I “grandi nomi” spesso richiamano un gran numero di persone e credo che gli organizzatori di eventi, così come l’amministrazione, in questa situazione condizionata dal Covid 19, abbiano valutato costi e benefici dell’organizzare eventi con nomi di forte richiamo. Occorre fare i conti con le risorse necessarie per organizzare eventi di grande portata e gli spazi pubblici a disposizione in relazione al numero massimo di persone che può prendere parte a questi eventi. Questa situazione reca in sé molte difficoltà, che si sommano a quelle preesistenti. Già nel 2019 sono state tante le rassegne e gli eventi che per una serie di ragioni non si sono tenute. Quest’anno si rinnova l’appuntamento con manifestazioni che i nocesi conoscono già e alle quali sono affezionati e ci sarà l’incontro con nuove proposte che si affacciano nel panorama della vita culturale del paese. Il graduale allentamento delle misure di distanziamento ci consente di utilizzare per lo svolgimento delle manifestazioni gli stessi luoghi di sempre, ovviamente con un drastico contingentamento degli ingressi e il rispetto delle norme anti-Covid.

Con quali modi sarà possibile parteciparvi?
Quest’anno l’amministrazione, a parte il necessario supporto logistico ed economico fornito alle associazioni per porli nelle condizioni di fare bene, ha deciso di assumere in capo a sè la responsabilità del rispetto delle norme anti covid. Questo, attraverso una convenzione stipulata con un’associazione di protezione civile che vedrà per ogni evento la presenza garantita di personale che si occuperà della gestione e del rispetto delle misure anti-Covid. Al fine di evitare inutili e rischiose situazioni di prossimità tra persone, il suggerimento che ho sentito di dare agli organizzatori di alcuni eventi è quello di prevedere forme di prenotazione per la partecipazione del pubblico alle manifestazioni.

Infine, può essere la cultura e tutte le manifestazioni ad essa associata essere il punto di ripartenza dopo il blocco della socialità dovuta al COVID?
Il 18 luglio presso il Chiostro delle Clarisse, ho preso parte ad una “maratona musicale” a cura dell’Ass. Aulos, che ha inaugurato di fatto l’estate nocese. Dopo mesi di stop forzato, è stato molto piacevole veder rivivere uno dei luoghi che di solito utilizziamo per lo svolgimento di manifestazioni culturali. Una boccata d’ossigeno rivedere in questi luoghi strumenti musicali, artisti, musicisti. La cultura che si riappropria dei suoi spazi, considerato che l mondo della cultura nella sua interezza, (maestranze, musicisti, artisti, musei, agenzie, associazioni etc) al pari e più di altri settori, sta pagando un prezzo salatissimo per via di questa pandemia.
E rispetto alla necessità di ripartire, la riflessione di carattere generale che faccio è che a pensarci bene, sono vent’anni che siamo assediati e ostaggio di nemici invisibili. Ed in questi 20 anni, in ciascuno di noi si è fatto strada in maniera più o meno consapevole, il retropensiero che possa accaderci qualcosa di brutto ogni qualvolta ci mescoliamo alla folla di un concerto, siamo in teatro, ad una festa patronale, in un museo, in vacanza o in aeroporto etc etc. Ogni volta che viviamo momenti di condivisione e socialità. Abbiamo introiettato una paura che ci vuole segregati nei nostri spazi privati, una paura che ci mette in conflitto con le nostre libertà, una paura che di fatto ci sta snaturando e cambiando. Per questa ragione, secondo il mio parere, se oggi si vuole parlare seriamente e in maniera profonda di ripartenza occorre partire da qui, dal fare i conti con questa paura, capirla, affrontarla, destrutturarla ed essere capaci di costruire e offrire nuove prospettive. Costruire nuove prospettive per una nuova normalità. Normalità che fa il paio con libertà e responsabilità. E credo che in questo la cultura debba e possa avere un ruolo centrale.

 

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