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11 15convenzioneblucorNOCI (Bari) - Lo scorso week end del 5 e 6 novembre 2016 si è svolta, nell’Hotel The Church Village di Roma, “La Convenzione Blu”, una kermesse politica organizzata da Raffaele Fitto (CoR). L’iniziativa, ideata per ricompattare il centro destra italiano, ha visto partecipare numerosi iscritti di tutt’Italia, associazioni, liste locali, movimenti, parlamentari, consiglieri regionali, amministratori locali fra cui il Senatore Piero Liuzzi ed il consigliere comunale Giuseppe D’Aprile.

Nel corso della due giorni, organizzata dai Conservatori e riformisti con sei tavoli tematici, dedicata ai principali temi di attualità politica fra cui il NO al referendum del prossimo 4 dicembre, sono stati invitati anche big di Fi, Lega, Fdi, Idea. Per capirne di più circa la necessità di ricompattare il centro destra italiano, ci siamo rivolti direttamente al Sen. Liuzzi.

11 15convenzioneblupieroliuzziIl centro destra riparte dalla Convenzione Blu, promossa da leader dei Conservatori e Riformisti Raffaele Fitto. Un'iniziativa andata in scena lo scorso week end ed in cui Lei vi ha preso parte. Su cosa serve lavorare a suo parere per raggiungere questo obiettivo?

Innanzitutto, grazie per l'attenzione. Non è semplice cortesia, ma ammiro la necessaria curiosità che oggi deve animare i mezzi di informazione, grandi e piccoli, per iniziative che promettono novità e innovazione. La "Convenzione blu" si è svolta in due giornate, ha visto la partecipazione di oltre duemila persone, donne e uomini provenienti da tutta Italia, e moltissimi erano i giovani presenti. Cosa ha convinto questa enorme platea a prendervi parte? Di certo la coerenza delle posizioni ribadite dal nostro giovane leader, Raffaele Fitto, la cui esperienza di governatore della Puglia e di ministro per il Mezzogiorno ha impresso un contribuito di idee su cosa serve oggi al Paese per venire furori dalle sabbie mobili della crisi e dall'immobilismo che blocca le spinte più genuine dei corpi sociali, intermedi, produttivi, le start up, i territori e le comunità meridionali. Ci siamo ritrovati a Roma, in uno dei più grandi centro-congressi della capitale, spinti da motivazioni di partecipazione. Nessun protagonismo, ma ribadisco: grande volontà di partecipare a capire cosa è accaduto nel centro-destra, cosa sta accadendo e cosa è possibile fare per rivitalizzare un popolo oggi disorientato da scelte errate, da errori di valutazione. Per essere credibili occorre battersi il petto e ammettere di aver sbagliato. I partecipanti sono stati accolti da ben sei tavoli tematici: sui ritardi del Mezzogiorno, sull'enorme peso fiscale e e sul ruolo delle banche, sulla lentezza della giustizia e della burocrazia che frenano lo sviluppo, sull'immigrazione che va frenata e regolamentata, sulla sanità che non guarisce ma mette in pericolo le nostre vite, sulle pensioni. Un tavolo è stato dedicato allo studio dello statuto del nuovo movimento. Centinaia di interventi, anche di diversa estrazione e impostazione, ma chi ha voluto ha potuto esprimere il suo pensiero. E alla fine si è votato: ogni mozione è stata votata. Abbiamo fatto ricorso ad un'applicazione sui cellulari. L'app della Convenzione blu si è rivelata uno strumento efficace di partecipazione e di democrazia.

Non solo un centro destra compatto ma anche un'alternativa di governo. In cosa consisterebbe allo stato attuale dei lavori la costruzione di quest'alternativa?

Il governi Renzi ha fallito gli obbiettivi: poco sviluppo, prodotto interno lordo che cresce dello zero virgola, debito dello Stato che cresce a dismisura, l'occupazione segna il passo, i giovani sono disperati e molti di essi sono costretti ad emigrare. Nel Mezzogiorno non c'è una famiglia senza un disoccupato, quando a perdere il lavoro è un cinquantenne quasi mai rientra nel circuito della produzione. Noi CoR abbiamo chiesto al governo un taglio shock delle tasse per rimettere in circolazione consumi, produzione, occupazione. Abbiamo anche indicato le spese statali improduttive e parassitarie che occorre tagliare per equilibrare i conti dello Stato. Questo governo e questa maggioranza non ci ascoltano. L'alternativa è impegnarsi nell'area moderata e liberale per creare una valida alternativa di governo.

Durante un suo discorso nel corso della due giorni, Raffaele Fitto ha ammesso: “No Nazareni bis che soccorrano il governo Renzi”. Con quali sigle partitiche dunque la costruzione della convenzione blu?

Il patto del Nazareno ha fatto cadere nel precipizio tutta l'area dei moderati e di centro- destra. Ha contribuito ad allontanare la gente dalla politica attiva, ha creato disaffezione al voto alimentando l'astensionismo. Le comunità desiderano chiarezza dalla politica e gli inciuci causano diffidenze che fanno male all'intero sistema politico e sociale. Su questo terreno la "Convenzione blu" ha registrato posizioni di netto rifiuto. La "Convenzione" è un contenitore permeabile - nel senso che è aperto - di idee, aperta a tutti, permanente. Infatti, utilizzando i nuovi mezzi di informazione, il rapporto fra partecipanti e nucleo fondativo, fra futuri aderenti e classe dirigente diventa permanente, di consultazione, anche di relazione emotiva su forti tematiche solidali. Gli aderenti, che oggi sono quasi cinquemila, contribuiranno a scegliere il nome del partito, del movimento.

Lavori e votazioni. Nuove frontiere con We Blu. In cosa consiste?

È una applicazione intelligente che facilita il dialogo in senso orizzontale e verticale all'interno della "Convenzione". Ci si relaziona e si discute permanentemente, chi vorrà potrà farlo ponendo domande ai parlamentari CoR, ai dirigenti. "We blu" vuole essere un "social net" per facilitare la partecipazione alle scelte ed alla linea politica.

Come crede che CoR Noci possa contribuire alla costruzione e concretizzazione della Convenzione Blu?

Sono stato accompagnato nella due-giorni romana da un affiatato gruppo dirigente CoR di Noci. L'esperienza maturata ci autorizza a preparare una "Convenzione Blu" locale, e poi zonale. Il territorio deve lasciarsi dietro lo stordimento e la scarsa iniziativa. Voglio coinvolgere i professionisti e gli artigiani, le famiglie, le categorie agricole che oggi sono chiamate a dare un senso al bisogno di ritorno alla terra e quindi al settore primario. Insomma, a Noci va ricostruita la classe media. Con la collaborazione determinante degli amici CoR della sezione nocese vorrei raggiungere i giovani e far intender loro che assistere impassibili alla crisi non aiuta loro né la società nocese. I giovani e gli adulti arrabbiati non dovrebbero solo scandalizzarsi, ma convogliare in azioni virtuose la rabbia, anzi si dovrebbe trasformare il malcontento in energia positiva. Serve anche per costruire una prospettiva cittadina, collaborare per un'alternativa al governo cittadino.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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