Stampa
In: SALUTE

05 3 AssembleaFimmgNOCI – Sì è svolta lo scorso 1 maggio, a partire dalle ore 10:30 e in forma rigorosamente virtuale, una nuova assemblea di FIMMG (Federazione italiana medici di medicina generale) di Bari. Anche a questo nuovo incontro online hanno partecipato medici di medicina generale iscritti a Fimmg Bari, Filippo Anelli - Presidente Ordine dei medici di Bari e Nicola Calabrese - Segretario Fimmg Bari e vice segretario Fimmg nazionale. I medici hanno scelto la festa dei lavoratori per reclamare ancora una volta i propri e soprattutto i diritti dei loro pazienti. L’assemblea avrebbe dovuto prevedere anche la presenza del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al quale i medici avrebbero avuto sicuramente un bel po’ di domande da porre. Il governatore però non ha potuto collegarsi in diretta, parrebbe a causa di improrogabili impegni istituzionali.

Per i medici di medicina generale ormai non ci sono più festività ed è quasi totalmente annullata anche la vita privata. Tanti di loro, anche nel corso della giornata del 1 maggio, hanno proseguito instancabilmente con le vaccinazioni. Lo hanno fatto, lo stanno facendo e lo faranno non per dovere e tanto meno per soldi ma per senso di responsabilità. Un senso di responsabilità che altrettanto ne richiede da parte dei vertici, di chi possiede realmente potere organizzativo e decisionale. Le tematiche dolenti, così come le richieste dei medici, sono ormai ben noti, ma varrebbe decisamente la pena di ripercorrerle proprio ai fini di fare una corretta informazione. Venendo immediatamente al nocciolo della questione, i professionisti della salute non chiedono altro che di poter svolgere il proprio lavoro al meglio. E per farlo occorrono certezze: regole chiare e lineari che non cambino di continuo. Bisogna che le dosi arrivino con costanza e in numero sufficiente. I pazienti, giustamente contrariati per l’assurda altalena di prenotazioni che si effettuano, vengono disdette e nuovamente effettuate, chiedono risposte ai medici di famiglia, i quali non possono fornirgliene non ricevendone loro stessi. Ecco che si crea quel clima di tensione tra colleghi e tra medici e pazienti, che porta a veri e propri alterchi. Ne è conseguita anche una campagna mediatica altamente denigratoria nei confronti dei professionisti, che se ne sono sentiti feriti e mortificati, seppur ciò non abbia impedito loro di continuare a spendersi per il bene della salute pubblica. Lo sgretolarsi dei rapporti di stima reciproca tra colleghi e di fiducia con i pazienti, è quanto di più altamente deleterio in un momento delicato come questo. I medici hanno nuovamente denunciato di essere spesso e volentieri costretti ad elemosinare anche siringhe, cotone, alcool e tutto l’occorrente per vaccinare. E’ inutile specificare che i richiami vanno effettuati entro una scadenza ben precisa, e a partire dalla prossima settimana, dovranno iniziare ad essere somministrate appunto le dosi agli oltre 600 pazienti già vaccinati. Ad essi, potranno essere al massimo integrati 12 nuovi fragili, quanto a disponibilità di dosi. Si pone poi anche il problema delle dosi destinate ai caregiver, ovvero di chi si occupa di familiari anziani, disabili o in particolari condizioni di fragilità. Tutti vorrebbero essere vaccinati, in modo da poter guardare con più sicurezza a un futuro a cui questa pandemia ha regalato non pochi nuvoloni neri. Dal canto loro, i medici, fedeli alla loro vocazione professionale, vorrebbero inoculare al maggior numero di pazienti possibile questa speranza, ma occorre capire che non dipende da loro. Tra chi “siede in alto”, ai direttivi, qualcuno dovrà certamente fornire le risposte che i medici non si stancheranno certo di porre a gran voce. Non serve chiamarli eroi, non servono i ringraziamenti e di poca utilità sono anche le scuse (per quanto assolutamente bene accette). Ciò che appare ormai indifferibile, è un’energica sterzata alla macchina organizzativa al fine di tutelare in primis le categorie più fragili, e poi procedere ordinatamente ed equamente con le altre fasce di popolazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA