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In: Lettere al giornale

dibello rossanaNOCI - Piero Liuzzi ricorda Rossana Di Bello, ex sindaco di Taranto dal  2000 al 2006 e assessore regionale al turismo e all'industria dal 1996 al 2000, deceduda ieri per Covid.


Il suo è stato un amore sconfinato per la città dei due mari. Tenace protagonista di un promettente tentativo di rinascita di Taranto, Rosanna Di Bello col suo originale approccio all’estetica urbana, ha fatto scuola presso le pubbliche amministrazioni locali pugliesi.

Nei primi anni del Duemila, infatti, la forte indole alla progettualità urbana ha rappresentato un modello, quasi un quid che doveva servire ai sindaci della provincia jonica - e non solo - per attingere a finanziamenti, attivare procedure concorsuali tra tecnici della pianificazione, drenare importati risorse comunitarie. Se dovessi individuare la sua più significativa qualità metterei in primo piano l’ampiezza del suo respiro politico-amministrativo nella gestione del territorio.

Ad esempio, nella primavera del 2003 venne a Noci per omaggiarmi di un comizio affollatissimo in Piazza Garibaldi. Volle impartirmi consigli affinché i primi cento giorni della mia amministrazione risultassero immediatamente segnati dalla filosofia del fare. Altrettanto faceva quando da parlamentare mi raccomandava di seguire i travagliati aspetti dei numerosi decreti per il siderurgico e per le bonifiche dell’area jonica. Nonostante le batoste, Di Bello negli ultimi anni dimenticava le amarezze facendosi partecipe caparbia della vita pubblica e quel sogno magnogreco di riscatto tarantino lo coltivava pur restando in disparte.

Per le origini nocesi del coniuge (Tonio Ripa), Rossana amava la nostra campagna  giudicandola ideale per la villeggiatura presso la decorosa dimora edificata in Lamadacqua, la nostra contrada rurale più rappresentativa del topos espresso dalle Murge baresi e tarantine. Di Bello-esteta lasciava sempre traccia del suo spirito combattivo sul territorio privato e pubblico. 

Piero Liuzzi