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In: Nero su bianco

10 14 racconto sulla donnaNOCI (Bari) – William Shaespeare ha detto: “La donna uscì dalla costola dell'uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore ma dal lato, per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata”. Una grande donna, invece, Oriana Fallaci ha scritto: “Se nascerai uomo non dovrai temere d’essere violentato nel buio di una strada. Non dovrai servirti di un bel viso per essere accettato al primo sguardo, di un bel corpo per nascondere la tua intelligenza. Non subirai giudizi malvagi quando dormirai con chi ti piace”.


Oggi mi rivolgo a te, Donna. Si hai sentito bene, Donna. Sei questo e molto di più e non esiste nessuno al mondo che potrà avvalersi del diritto di farti sentire inferiore a quello che realmente sei.
Essere donna comporta avere una sensibilità sicuramente superiore, ma che non equivale affatto a mancanza di coraggio o privazione di forza. Nessuno meglio di noi sa quanto l’essere donna comporti molto spesso l’essere sottoposti a giudizi talvolta ingiusti o a far parte di una qualche categoria che ci etichetta secondo criteri a noi sconosciuti.
Per avere esempi di grandi donne non è necessario andare troppo indietro nel tempo: ogni giorno accanto a noi, riflessa nell’immagine di uno specchio, troviamo donne con una storia che l’hanno resa un esempio, per qualcuno o semplicemente per se stesse.
Donne che vivono per la propria famiglia, dedicando tempo, impegno e dedizione per quel bene che hanno saputo crescere e accudire. Donne che ogni giorno lavorano duramente per raggiungere una realizzazione, che oltre ad essere professionale, sia per lo più personale. Donne che sono dovute crescere troppo in fretta, rinunciando – senza mai farlo pesare – alla propria giovinezza. Donne che ogni giorno si fanno carico di pesi troppo grandi rendendoli piccoli passi verso la felicità degli altri. Donne che nascondono le proprie fragilità, indossando spesso delle maschere per il timore di lasciarsi schiacciare da una società non sempre così affabile. Donne che hanno capito che la vera bellezza è quella dell’anima, non quella del corpo. Donne che lo stanno ancora capendo e donne che per capirlo hanno dovuto intraprendere una dura lotta: quella con se stesse.

A noi donne spetta molto spesso dover accettare che qualcuno ci regali una rosa e poi sparisca senza lasciar traccia, ascoltare commenti urlati dal finestrino di un’auto in corsa, sentirci dire “essere belle può essere importante tanto quanto l’essere intelligenti”, essere apprezzate per il nostro aspetto prima che per la nostra testa.
Eppure l’essere donna resta il regalo più bello che ci sia stato fatto. E non sono i tacchi, i vestiti, il rossetto o una taglia 40 a renderci tali, ma è il cuore. La sensibilità con la quale ogni giorno affrontiamo la vita, la forza con la quale riusciamo a superare gli ostacoli più duri, il bene che riusciamo a donare a chi amiamo, incondizionatamente e senza chiedere nulla in cambio.
Siamo quelle donne che, anche quando la vita ci mette davanti a dure prove, in un modo o nell’altro noi siamo capaci di uscirne vittoriose. A volte con l’anima graffiata. Più spesso con il cuore più grande.