Stampa
In: Amministrative 2018

cambio per restareCOMUNICATO - Cambio per restare esiste. Gli scorsi cinque anni sono stati anni di strada dura per noi, “i ragazzi di Cambio per Restare”. Per tutti: per quelli di noi a cui la storia ha affidato un ruolo in scena, per quelli a cui ha richiesto di lavorare dietro le quinte e per quelli di noi che, seduti fra gli spettatori, hanno guardato con apprensione la performance; per quelli che hanno scelto - dolorosamente e una volta per tutte - di abbandonare il campo, per quelli che invece - tormentati dai dubbi - sono andati e venuti e per quelli che - altrettanto incerti - sono però rimasti. Fatica insomma, per tutti. A guardarci così, sei reduci attorno al tavolo, sentiamo di aver fallito, di essere finiti. Abbiamo perso pezzi, entusiasmo, peso, purezza.


E sarebbe vero che abbiamo fallito, che siamo finiti, se non fosse per un dettaglio: al nostro tavolo - per quanto piccolo - siede una minoranza. Ci guardiamo negli occhi oggi con affetto e rispetto, ma ciascuno con la propria convinzione e pronto a difenderla. Ogni decisione è una sfida aperta: non il momento per esibire un’opinione preventiva, per ribadire la propria posizione irremovibile, ma occasione per scoprire il proprio libero punto di vista sulle cose e sorprendersene. Per allenarsi a tollerare che ogni tanto prevale il mio, di punto di vista, ogni tanto il tuo. Abbiamo resistito alla tentazione di estinguerci in una concordia unanime e comoda, ma inutile. Abbiamo perso purezza, peso, entusiasmo e pezzi ma abbiamo guadagnato il senso della Democrazia. Abbiamo imparato a stare nel confronto col coraggio vero di chi è pronto a compromettersi, a cambiare. Ciò che pensavamo di aver perso era invece stato seminato silenziosamente nella coscienza di ciascuno di noi. Per questo Cambio per Restare esiste: non perché sei persone credano di poter cambiare il mondo che hanno attorno, ma perché sei persone sanno che nella sfida di stare insieme, possono cambiare se stesse e – perciò - il mondo di cui sono parte.

Cambio per restare entra in gioco. Cinque anni fa, sparandola grossa, abbiamo detto di rappresentare una generazione, credendoci davvero.
Senza saperlo, allora, sparandola così grossa, preparavamo per quelli che saremmo diventati in futuro, quelli cioè che siamo oggi, la responsabilità più scomoda: quella di rendere conto di questi anni a quella generazione che volevamo rappresentare. Ed è per questo che entriamo in gioco oggi, per dar conto, per esporci alle domande, al giudizio. Non quello vigliacco e inutile delle tastiere - ben inteso - di quello ne abbiamo abbastanza. Ma il giudizio coraggioso del viso aperto, del dialogo e del confronto elettorale.
Non solo però. Poiché la rappresentanza democratica non è solo riproduzione di un’immagine esistente ma anche (e forse soprattutto) generazione di un’immagine possibile, noi abbiamo nei confronti della nostra generazione anche la responsabilità di suggerire una possibilità: siamo una generazione che scopre la democrazia sulla propria pelle, che non si vergogna della propria storia, che cambia e prosegue, una generazione cioè che resiste.

Cambio per restare resta con Domenico Nisi.
Su questa strada, percorsa con e contro Domenico, perdendo e ritrovando fiducia, litigando e facendo pace, noi siamo cresciuti. Fino all’ultimo Consiglio comunale, rappresentati dal nostro consigliere, Mino Tinelli, e dall’Assessore Lorita Tinelli, cui va la nostra gratitudine più profonda. Su questa strada abbiamo imparato ed è in questo imparare che abbiamo trovato il senso del nostro impegno, del nostro fallimento, del nostro successo e del nostro nome. Io cambio, me stesso, per restare. Sulla strada si impara, insomma. Dai ragazzi che eravamo, siamo oggi uomini e donne. Di lezioni ne abbiamo avute tante, non tutte le abbiamo capite. Ma oggi non restiamo per solo per imparare: restiamo perché su questa strada su cui siamo stati allievi avvertiamo che è tempo di essere anche, a nostra volta, per qualcuno, maestri.

Ci rivediamo allora: giovedì, 19:30, al chiostro delle Clarisse, con la nostra coalizione: NOCI NISI 2018.

© RIPRODUZIONE RISERVATA