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In: Politiche 2013

02-12-presentazione-ladestraNOCI (Bari) - «Continuare a crederci perché l'Italia deve ricominciare con La Destra». Non si sono usati mezzi termini né politichese spicciolo nell'incontro svoltosi sabato pomeriggio presso la sede del MSI-DN locale per presentare alla cittadinanza nocese il candidato alla camera de La Destra Daniele Milella. Nel freddissimo pomeriggio di sabato tutti i militanti della destra più rigida e severa si sono incontrati nella sede di via Cavour per ascoltare le parole del coordinatore sezionale Dino Mansueto e dell'ospite Daniele Milella candidato alle prossime politiche alla Camera dei Deputati (entrambi in foto).

Moltissimi i temi toccati: dal lavoro alla crisi, dalle banche alla casta, dalla destra alle sinistre. Una parola torna frequentemente nei discorsi e ne prende un suono quasi ridondante: popolo. Di popolo ne parla Dino Mansueto in apertura di dibattito quando richiama ai doveri dei lavoratori, agli esodati, agli stranieri che in taluni casi hanno più diritti degli italiani. Poi l'attacco diretto a Nichi Vendola per la politica regionale sulla sanità.

E nel presentare l'ospite politico Mansueto così si pronuncia: «Dopo il ricusamento del MSI dalle liste politiche nazionali abbiamo deciso di supportare un movimento che incarna più di altri i valori nei quali crediamo e ci riconosciamo. La Destra di Storace è il partito che riporterà i nostri sentimenti nel parlamento italiano».

02-12-mansueto-milellaNe prende quindi la parola il giovane Daniele Milella, già Coordinatore Provinciale di Bari de La Destra, e sulla scia delle parole pronunciate da mansueto dice: «i politici non conoscono i problemi reali dei cittadini. Non si può più fare politica chiusi nelle stanze del potere, ma invece bisogna scendere nelle piazze e toccare con mano la situazione reale». Milella spiega il decalogo programmatico stilato dal partito politico che rappresenta e per cui si candida, e poi si lancia all'attacco dei temi più cari alle sinistre e a Monti, puntando il dito su banche e famiglie non tradizionali. Infine scambio di battute sull'innominabile Fini considerato traditore della destra per aver barattato un'ideologia e dei valori per una poltrona. 

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