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In: Regionali 2020

08 28 scalfarotto gentile 1NOCI – Progettualità, normalità e competenza: queste le direttrici del programma della coalizione “Stavolta Scalfarotto” formata da Italia Viva, +Europa e Azione a sostegno di Ivan Scalfarotto come Presidente della Regione Puglia. Il candidato, attualmente sottosegretario agli Esteri, si è presentato alla comunità nocese lo scorso 26 agosto insieme alla candidata nocese al Consiglio Regionale Anna Maria Gentile, coordinatrice provinciale di Italia Viva.

Ha aperto la conferenza stampa, tenutasi presso il Caffè Cappuccini, il coordinatore provinciale di Italia Viva Umberto Ceci, che affianca in questo ruolo la politica nocese. Dopo aver tracciato un quadro di Anna Maria Gentile, presentata come un’alternativa alla classe dirigente attuale e alle problematiche profonde della Regione Puglia, il coordinatore provinciale di Italia Viva ha definito con poche parole il progetto politico della coalizione a sostegno di Scalfarotto: riportare normalità nella regione Puglia senza prescindere dalla competenza, per poter investire e creare sviluppo nel territorio pugliese.

“Sono una donna e sono una persona libera. Ho abbracciato un progetto che non mi vede gregaria, ma protagonista”: queste le parole che, invece, ha speso per se stessa Anna Maria Gentile. Ingegnera nocese eletta al consiglio comunale nel 2018 con la lista NociSiamo, si è poi dichiarata indipendente ed è stata nominata coordinatrice provinciale del partito Italia Viva, fondato da Matteo Renzi nel settembre del 2019. Interrogata dalla stampa presente alla conferenza, la candidata nocese al Consiglio Regionale ha delineato le priorità e le istanze del territorio su cui si concentrerà nel caso di una propria elezione: la mobilità, le infrastrutture e la sanità, l’attenzione agli ultimi, la progettualità e l’accesso ai fondi stanziati dall’Unione Europea; l’aumento dei fondi e degli investimenti nei comuni dell’entroterra pugliese, ritenuti secondari dalle amministrazioni passate rispetto ai comuni costieri; l’impegno contro la fuga dei giovani, nell’ottica di un serio incentivo all’impresa e allo sviluppo economico e non sulla scorta di bonus e assistenzialismo.

08 28 scalfarotto gentile 2Ha preso, infine, parola il candidato alla presidenza della regione Puglia Ivan Scalfarotto. Rispondendo alla sala stampa, l’attuale sottosegretario agli Esteri si è dichiarato ottimista riguardo ai futuri risultati delle elezioni regionali, scandendo la differenza tra la propria coalizione e le avversarie: “Fitto ed Emiliano sono due sconfitti, che evidentemente hanno fatto male il loro mestiere. Fitto era presidente della Regione, i pugliesi gli hanno già detto che non erano contenti perché non lo hanno rieletto. Emiliano è l’unico tra i presidenti uscenti che non è dato con il vento in poppa nei sondaggi: oggettivamente ha governato molto male, si aspetta di vincere le elezioni solo perché gli altri non vogliono votare per Fitto”. Ha continuato, poi, dicendosi contento di aver presentato tre liste con due partiti neonati (Azione e Italia Viva), un primato al livello nazionale, e di aver portato un’idea di politica nuova opposta a quelle che ha definito “tre declinazioni del populismo”: il sovranismo antieuropeista di Meloni e Salvini, rappresentato da Fitto, il movimento 5 stelle più radicale, rappresentato da Antonella Laricchia, e il “populismo istituzionale” di Michele Emiliano.

Sulle priorità di una ricostruzione della Puglia post-covid19, la risposta di Scalfarotto è stata “lavoro, lavoro, lavoro”: risollevare l’economia reale al di fuori dello statalismo-assistenzialismo, con lo Stato che non sia imprenditore (tranne che per alcuni ambiti, come la sanità o l’istruzione) ma che abbia il ruolo di agevolare i cittadini nel trovare un lavoro o nel creare il proprio posto di lavoro. “Visto che arriveranno molti fondi dall’Europa, dobbiamo essere in grado di spenderli e di sfruttarli per far crescere le imprese, per essere accanto agli imprenditori. Questa regione non è stata accanto agli imprenditori: ha consentito spesso che gli imprenditori avessero successo nonostante la regione, non grazie alla stessa. Grazie alla tecnologia le barriere di accesso all’impresa si sono notevolmente abbassate: occorre rendere la burocrazia meno pesante, digitalizzare e teorizzare un diritto all’accesso alla rete o alla banda larga come occasione di sviluppo e di crescita anche economica. C’è bisogno di effettuare un ragionamento olistico per creare un ambiente che da tutti i punti di vista consenta la crescita reale dell’economia di questa regione”.

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