Stampa
In: Nuoto

02 16otrecampionatiNOCI (Bari) - Il fenomeno del doping che consiste nella somministrazione o assunzione volontaria da parte di un'atleta di sostanze proibite dai regolamenti di una competizione sportiva, è ancora diffuso.
Per questo motivo il CONI (Scuola dello sport)  ha deciso di lanciare un importante progetto di ricerca sportiva a livello Europeo intitolato "ERASMUS+ SPORT Stop doping – Swim fair! L'importante progetto è stato vinto ed affidato alla società nocese Otrè Triathlon Team.

Lo scopo di questa ricerca sportiva sarà quello di consapevolizzare e divulgare informazioni utili sulle conseguenze che l'uso del doping nel nuoto comporterebbe.

Numerose saranno le partnership strategiche: Bulgarian Swimming Federation (Bulgaria) - anche coordinatrice del progetto -, Sport Algés e Dafundo (Portogallo), Turkish Sports Foundation (Turchia), Naoussa Swim Club (Grecia), Fundación Universidad Isabel I (Spagna), Swedish Sports Confederation Vasterbptten (Svezia) e Champions Factory Ireland Limited (Irlanda).

I 7 Paesi dell'Unione Europea, solo dopo un'accurata ricerca, stipuleranno un programma e butteranno già delle linee guida da divulgare a tutte le organizzazioni di nuoto, gli atleti, i genitori, i tecnici, ecc.

Il gruppo di lavoro della Otrè Triathlon Team è composto da: Spartaco Grieco (manager del progetto), Nicola Intini (ricercatore), Domenico Lippolis e Linda Cavallo (responsabili della divulgazione del progetto), Giuseppe Mineccia e Matilde Petruzzi (coach).

Il ricercatore Nicola Intini ha gentilmente spiegato ai microfoni di Noci24 l'evolversi di questa ricerca sportiva: "In principio abbiamo fatto in modo che l'Unione Europea accreditasse la "Otrè Triathlon team" come società sportiva iscritta al CONI ed operante". "Dopodiché abbiamo partecipato ad una riunione per il progetto ERASMUS+ SPORT intitolato "Stop doping - Swim fair! (Sdop)", a Bruxelles, durante il quale sono stati creati dei gruppi di lavoro. Insieme agli altri partner, quindi, abbiamo presentato un progetto dedito allo studio del doping nel nuoto e, fortunatamente, questa nostra proposta è stata ascoltata, successivamente approvata ed infine finanziata. Questi 2 anni a venire, saranno caratterizzati da un costante lavoro che porteranno, anzitutto a mostrare la realtà che è presente in queste 7 nazioni.
Tutto ciò per sensibilizzare l'attenzione e contrastare il fenomeno del doping.
Inoltre, la prossima settimana, a Sophia, in Bulgaria, ci sarà la prima riunione organizzativa che ci vedrà ospiti accanto alle altre nazioni aderenti al progetto".