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In: CULTURA

03 15Hawking HerbRitts 1992

Stephen Hawking, un gigante tra i giganti.

 

NOCI (Bari) - Oltreoceano oggi è il 3/14. Gli amici americani indicano sempre prima il mese, poi il giorno. Tre, quattordici. In questo giorno, da ormai 30 anni, si celebra il Pi greco, il numero con infinite cifre decimali che indica il rapporto tra la misura della circonferenza e quella del diametro di qualsiasi cerchio e che comincia proprio così: 3,14 ((foto di Hawking scattata dal fotografo Herb Ritts nel 1992 a Pasadina).

Google ci regala un doodle bizzarro per celebrare questo 3/14: la scritta Google è formata dagli ingredienti di una torta realizzata dalla pasticceria newyorkese di Dominique Ansel ispirata alla costante matematica.

Qui in Europa usiamo dire e scrivere 14/3. Il giorno del Pi greco unito al doodle ad hoc di google smuovono la curiosità. La consapevolezza di essere, spesso, a pochi click dall’informazione corretta fa il resto e spinge le dita veloci sulla tastiera per saperne di più su questo numero irrazionale.

Intanto sui social network rimbalzano le parole del fisico Stephen Hawking, una delle menti più brillanti della scienza di ogni tempo. Poi ancora una frase e un’altra condivisione. “Ricordatevi di guardare le stelle e non i vostri piedi…”. Belle parole. Profonde quanto immediate.

E’ il 14 marzo. Giorno del Pi greco. Anniversario della nascita di Einstein. Perchè Stephen Hawking?

Perchè è morto in questo 14 marzo. Il giorno in cui nasceva Einstein anni prima, il giorno del Pi greco. Semplici coincidenze come lui stesso amava ricordare riferendosi al fatto di essere nato l’8 gennaio, giorno in cui moriva Galileo: “Immagino, comunque, che almeno altri duecentomila bambini siano nati lo stesso giorno. Non so se qualcuno di loro abbia poi sviluppato un interesse per l’astronomia”

Stephen Hawking è stato un fisico e ha insegnato matematica all’Università di Cambridge per 30 anni, fino al 2009. La stessa cattedra di Isaac Newton, di Charles Babbage, di Paul Dirac.

Un gigante, tra i giganti. Le nostre idee sulla cosmologia sono quasi tutte legate ai suoi studi.

Einstein ci ha insegnato che lo spazio-tempo viene incurvato dalle grandi masse come stelle e pianeti e queste curvature sono la gravità che muove proprio i corpi celesti. Anche i viaggi della luce emessa dalle stelle vengono deviati dalle forti curvature dello spazio-tempo e la luce viene distorta.
Quando una stella muore può esplodere, ma anche collassare: tutta la sua massa si concentra in uno spazio sempre più piccolo che può arrivare a bucare lo spazio-tempo dando vita a una regione in cui la gravità è così intensa da non lasciare uscire nemmeno la luce. Un buco nero.

Un buco nero ha un’intensa forza di gravità che attira la materia. Hawking dimostrò che più il buco nero incorpora materia, più il suo contorno (l’orizzonte degli eventi) aumenta e che proprio dal buco nero vengono emesse delle particelle subatomiche: la radiazione di Hawking.

Se qualcosa può uscire, il buco nero può esaurirsi, evaporare e svanire in gigantesche esplosioni.
Grazie allo scienziato inglese conosciamo le leggi termodinamiche che governano questi processi.
Grazie a Hawking conosciamo cosa cercare quando vogliamo vedere un buco nero nell’universo.

Grazie a Hawking e al suo “tempo immaginario” superiamo il limite fisico dell’istante iniziale (tempo zero) dell’universo: il big bang non parte da un punto, ma da una sorta di polo nord, curvo, che prima dell’era di Plank (10−43 secondi) è simile ad un buco nero per densità e intensità di energia e temperatura. Il big bang non viene dal nulla, ma dallo stato di Hartle-Hawking.

03 15bigbang

Grazie. Stephen Hawking. Grazie per il tuo “Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo”. Grazie per i potenti mezzi che ci hai fornito per guardare le stelle: la validità delle teorie e la voglia di cercarne sempre di più valide.

Dimenticavo. Al giovane Stephen, laureatosi nel 1962 in fisica a Oxford in 3 anni, viene diagnosticata una malattia neurodegenerativa che in maniera insolitamente lenta lo costringerà all’immobilismo, alla sedia a rotelle, a parlare con un sintetizzatore vocale.

Un gigante. Tra i giganti.

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