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In: Arte

09 13 IntervistagiuseppebiniNOCI (Bari) – Geniale e sregolato, innovativo e tradizionale, poliedrico ed uniforme. Sono questi gli aggettivi che riconducono ad un solo artista ed alla sua inconfondibile arte, quella di Giuseppe Bini.

Il giovane artista, classe 1995, nasce a Noci e si forma per i primi anni in questo piccolo paesino di provincia, per poi proseguire con i suoi studi universitari e professionali a Roma, importantissimo centro culturale e di formazione.

A lui abbiamo chiesto da dove nasce questa grande passione per l’arte in tutte le sue forme. 

“Possiamo dire che è sempre stata lei a venire da me: da sempre ho sentito una vocazione alla comunicazione di idee attraverso forme diverse, sin da piccolo sono stato educato al senso di bellezza come creazione. Sono cresciuto con l'immagine di mio padre che impiegava il suo tempo libero suonando o dipingendo, mentre ho imparato da mia madre il lato più pragmatico delle cose. “

Quali forme d’arte ti rappresentano ?
"Inizialmente la matita era la routine, mettevo su carta le mie idee; successivamente la mia passione è diventata la macchina fotografica, un modo unico per bloccare o partorire delle sensazioni. Tutto mi è stato donato naturalmente. Una parte,però, importante del mio lato artistico,sensibile,personale, umano è l’arte teatrale, una palestra per l'anima attraverso la quale si ha la possibilità di scavare nelle viscere più autentiche dell'essere uomini.”
09 13 Intervistagiuseppebini2Giungiamo all'ultima mostra. Sappiamo di una recente importante vetrina. Raccontaci di quest’esperienza.
“La mostra si è tenuta dal 6 al 10 settembre, all'ISKS Gallery di Lucerna in Svizzera. Sono state esposte le mie foto, scattate quest'inverno per una designer di gioielli olandese Sheila Westera London, che ha creato il suo brand. Ha scelto me come fotografo per creare immagini che potessero rappresentare a pieno il suo mondo, la sua ricerca, la sua idea di fare pezzi unici. Questa mostra è stata una bella vetrina per la mia e per la sua arte e ritengo che non sia superbo definire così il nostro lavoro.”

 

(foto di Giuseppe Bini, esposizione dell' ISKS Gallery)

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