Stampa
In: Libri

02 13 GiovanniLacoppolaScusateilritardo 1NOCI (Bari) - Mercoledì 12 e giovedì 13 febbraio, presso l’Auditorium dell’I.I.S.S A. Agherbino di Noci, si è tenuta una bella iniziativa dell’UTEN (Università della Terza Età) mirata a favorire la diffusione della cultura l’interfacciarsi tra cittadinanza e autori. L'evento, ribattezato "Il Libro in Laboratorio" ha avuto per protagonisa, nella serata del 12 febbraio Giovanni Lacoppola, con il suo libro “Scusate per il ritardo”. Giovedì 13 febbraio è toccato invece a Mario Gianfrate, con il suo "Per forza o per amore" e al giornalista Michele Pettinato che ha condotto la serata. Noi di Noci24 abbiamo seguito per voi la presentazione di "Scusate per il ritardo". Con l'autore ha dialogato, a proposito delle tematiche trattate, l'insegnante Dora intini.

02 13 GiovanniLacoppolaScusateilritardo 2Nel suo intervento introduttivo, Cesareo Putignano ha parlato di un libro all’insegna della “parresia” (che in greco significa “tutto), perché si spazia tra le tematiche più attuali e disparate. L’opera di Lacoppola è stata descritta anche come un “manuale di politica. L’argomento centrale infatti, è una politica che arranca, che viene guardata con disgusto e conseguentemente emarginata soprattutto dai giovani. Per l’autore però, è proprio della tenacia e della determinazione dei nostri giovani che la politica ha più che mai bisogno. I ragazzi di oggi non vanno soltanto demonizzati: è innegabile che essi posseggano un sacco di ottime qualità, e non devono aver timore di metterle in campo. Non poteva non essere presente anche il tema della scuola, considerata la pluriennale esperienza di Lacoppola all’interno del Provveditorato agli Studi. Esperienza che gli ha consentito di godere di una visione a tutto campo della realtà scolastica, con i suoi cambiamenti in positivo e in negativo. Alle soglie della pensione, Lacoppola aveva dichiarato esplicitamente “Lascio una scuola a pezzi!”.

Durante la serata, questa affermazione è stata motivata ancora più saldamente parlando di autonomia scolastica, che avrebbe causato, a detta dell’autore più problemi che miglioramenti.
Si parla anche di famiglia, di educazione fatta di valori e di bullismo, piaga dell’odierna società.
L’incipit del libro è però una stramba vicenda giudiziaria che coinvolse al tempo il protagonista e da cui si possono facilmente dedurre alcune falle del sistema giudiziario: prima tra tutte l’estenuante lentezza dovuta all’eccesso di burocrazia. Malgrado lo sguardo dell’autore possa apparire ipercritico nei confronti delle sfaccettature della nostra società, il lettore comprenderà facilmente che il messaggio che Lacoppola vuole lanciare è di speranza. Egli ammette infatti di nutrire, nonostante tutto, ancora una profonda fiducia nella giustizia così come nella politica e in una valida organizzazione scolastica. L’invito ai giovani è proprio questo: non smarrire la fiducia. Lacoppola lo rivolge, in un toccante capitolo, al figlio, ma si tratta di un invito che chiunque può far suo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA