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06 19 AndreaMartinaLaTerzaStagione2NOCI - Finalmente, tra tutte le attività che pian piano stanno riprendendo, vi sono anche le presentazioni di libri dal vivo, organizzate dalle librerie. Da Mondadori Point, il ciclo di incontri in libreria si è inaugurato il 18 giugno con Andrea Martina e il suo romanzo “La terza stagione”, edito da Edizioni Esperidi. La brava Cinzia Cofano ha interloquito con l’autore, ponendogli alcune delle domande che possono sorgere spontaneamente nel lettore.

06 19 AndreaMarinaLaTerzaStagione1Una presentazione a dir poco singolare, poiché l’autore, grande amante del teatro, ha catturato l’attenzione dei presenti facendola somigliare più a uno spettacolo teatrale che alla solita presentazione nel corso della quale, spesso, finisce per annoiarsi lo stesso autore. Andrea Martina si è presentato come il libro in prima persona. Proprio così: il libro che indossa in questa occasione la maschera di Andrea.
“Sono libro e chi mi legge può diventare libero”- così si può riassumere il senso di quello che l’autore ha definito “il capitolo zero”, un capitolo che nessuno sospetterebbe essere incluso nel momento in cui prende in mano un libro. Il libro nella storia, quello bruciato nelle piazze dai regimi, quello che è riuscito a salvare vite, come quella di un soldato scampato aduna pallottola diretta al cuore solo perché nel taschino interno della divisa portava un’edizione tascabile della Divina Commedia. “Libro” e “libero” non hanno solo la stessa etimologia, ma la libertà è realmente una conseguenza dell’appassionata lettura e del desiderio costante di imparare. Solo a questo punto, lo scrittore ha raccontato chi siano i personaggi del romanzo e come ciascuno di essi sia approdato tra quelle pagine. C’è Tom Vega, un ragazzo orfano di padre e dalla vita difficile, che sta imboccando davvero una brutta strada, ma viene salvato da uno di quei treni provvidenziali che delle volte passano. Un regista, per caso lo vede e gli chiede se voglia prestarsi come comparsa per il suo ultimo film. Il ragazzo accetta, e si dai primi ciack la troupe si rende conto di quale talento naturale possegga. Sì, Tom sembra nato per recitare e la sua fama cresce, tanto che rischia quasi di vincere l’Oscar. Ma all’apice del successo, Tom ne sente tutto il peso schiacciante, e si rifugia nell’alcool e nella cocaina. Tutto ciò lo rovina: sia nel fisico (inizia a metter su parecchio peso) che mentalmente. E’ costretto a tornare alla solita vita: schifosamente normale. Quel telefono un tempo arroventato di chiamate, da parte di registi, produttori e giornalisti, ore non squilla più. Un secondo treno però lo attende. Uno sceneggiatore lo riconosce, è proprio lui, il suo attore preferito. Ha scritto la sceneggiatura di una serie tv proprio ispirandosi a lui, e Tom Vega non può che esserne il protagonista. L’ex attore legge la sceneggiatura: è allettante e accetta. Ha sei mesi di tempo per rimettersi in forma fisicamente e allenare la mente a ricordare nuovamente le battute. La prima e la seconda stagione sono un crescendo di successi e Tom vince il golden globe. Mentre è già in programma la terza stagione della serie, entrano in scena due donne. Amelie e Lara. Amelie, abbandonata dai genitori e cresciuta in orfanotrofio, è una pittrice daltonica di straordinario talento, che pur di pagarsi gli studi all’accademia è costretta a lavorare come truccatrice. Un lavoro che la porta a contatto con grandi star. Lara, invece, vuole cercare la sua strada nell’ambito del giornalismo locale, e mette in ciò una fervente passione che però non la ripaga in termini remunerativi e di gratificazioni personali. Una trasmissione che si occupa esclusivamente di gossip, ambito che per Lara non dovrebbe neanche rientrare nel giornalismo, le fa però una proposta allettante, con una bella cifra tonda sul contratto e la ragazza accetta. Il destino di Amelie e di Lara si intreccerà con quello di Tom Vega e la serie sarà il “collante”, il famoso fil rouge. Cinema, giornalismo e arte si intrecciano dunque tra le pagine del romanzo, incentrato sul come vada gestito il successo per scongiurare il rischio di perdersi. Centrale anche il tema delle varie dimensioni dell’essere umano: quella pubblica, privata e segreta. Alla domanda “Che cos’è per te la scrittura”, Andrea Martina risponde semplicemente “Un modo per sentirmi libero, per sentirmi veramente a casa!”. L’autore si dice certo che i libri siano tra i migliori antidoti alla solitudine e che possano realmente salvare delle vite.

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