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In: ECONOMIA

03 11commerciocoronavirusNOCI (Bari) - Con la firma del nuovo DPCM, entrato in vigore dal 10 marzo, cambia completamente l’assetto socioeconomico della nostra Nazione.

Sono state annullate le differenze tra zona rossa e le restanti Regioni d’Italia, costituendo un’unica zona di protezione.

L’articolo 1 del decreto consente l'apertura delle attività di ristorazione e dei bar dalle ore 6.00 alle ore 18.00 e di tutte le attività commerciali diverse da quelle sopra menzionate. A queste ultime viene richiesto, similmente alle prime, di rispettare tutte le disposizioni in termini di igiene e sicurezza. 

In ogni caso i supermercati e i grandi centri commerciali resteranno chiusi il sabato e la domenica.

L’articolo 2 del suddetto decreto invece prevede che pub, scuole di ballo, musei, sale giochi, sale scommesse, sale bingo e discoteche siano obbligatoriamente sospese.

A Noci, la maggior parte dei commercianti appartenenti a categorie diverse da quelle sopra elencate hanno deciso autonomamente, per il bene dell’intera comunità, di chiudere le proprie attività. Al momento, un numero esiguo ha scelto di continuare a svolgere la propria attività, rimodulando l'ingresso dei clienti: introducendo un numero massimo di persone in negozio, igienizzando le superfici di lavoro o prenotando il proprio ingresso all'interno dell'attività. 

L’obiettivo di questa scelta, racchiuso con l'hashtag #iorestoacasa, è quello di limitare il contatto tra persone limitando il diffondersi del virus.

Resteranno aperti i negozi di beni di prima necessità: saranno garantiti alimenti e servizi. In tal caso risulta fondamentale non creare aggregazione di persone presso i supermercati, ma rivedere e potenziare il proprio modo di “fare dispensa”.

Alcune attività commerciali nocesi hanno deciso di attivare un servizio extra per l’intera cittadinanza favorendo le categorie più deboli, prevedendo la prenotazione e la consegna a domicilio o meglio espressa con il termine Home Delivery, dei beni desiderati.

Noci continua a dare sostegno concreto a questa battaglia, nonostante tutti siamo ben consapevoli dei sacrifici economici che intere famiglie dovranno affrontare in questo mese.
Come previsto, infine, dall’articolo 5 del DPCM dell’ 8 marzo, tali norme saranno in vigore fino al 3 aprile, salvo indicazioni differenti che eventualmente perverranno nei prossimi giorni.

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