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In: EDITORIALI

04 4 EditorialeBuonaPasquaNOCI - In questa seconda Pasqua così difficile, caratterizzata, come quella dello scorso anno, da chiusure e da paure (a cui si assomma oltretutto la stanchezza) noi di Noci24 vorremmo essere nel nostro piccolo ancora più vicini a nostri lettori, con un semplice messaggio di speranza.

Carissimi lettori, rieccoci qui, giunti nuovamente a Pasqua. Lo scorso anno, fu la prima di una lunga serie di festività delle quali lo spettro del covid ci avrebbe in gran parte privato. Oggi è la seconda Pasqua “blindata”. Siamo stanchi, tanto! Stanchi ed esasperati tutti, anche noi che da Pasqua 2020 a Pasqua 2021 siamo stati costretti a darvi una serie di notizie che mai avremmo voluto. Abbiamo tenuto molto a redigere questo editoriale nonostante fossimo consapevoli che avrebbe potuto apparire quasi caricaturale, con tante famiglie nocesi a cui è toccato subire dei lutti e altrettante costrette ancora una volta a trascorrere separate queste Festività Pasquali. Ma a volte si ha solo bisogno di speranza, anche se giunge attraverso le righe virtuali di un quotidiano online. Non vi diremo che “andrà tutto bene”, è una frase troppo abusata e retorica, e la retorica, francamente, a noi non è mai piaciuta. Potremmo dirvi che Pasqua è la festa della rinascita e che ciò ci insegna anche la natura, pronta a rifiorire in questo periodo dopo il silenzio dell’inverno. Ma ci domandereste: “Perché, dunque, dopo un anno siamo ancora qui? Sembra che non ci siamo mossi, se non di pochissimo?”
E’ qui che vogliamo esortarvi a considerare che i passi, anche se piccoli, ci sono stati, e non vanno sottovalutati. A Pasqua 2020 eravamo disarmati. Come tanti “Cristi”, eravamo schiacciati da una croce pesantissima. Adesso, però, è arrivato un metaforico “Simone di Cirene” ad aiutarci a portare quella croce, e si chiama vaccino. Come avete appreso anche dai nostri articoli, la campagna vaccinale è partita, seppur con non poche difficoltà, e confidiamo nel fatto che prosegua il più speditamente possibile. E’ logico e comprensibile che un corridore stanco, che abbia macinato chilometri, sia tradito dalla stanchezza e da quei crampi muscolari proprio nell’ultimo, fatidico miglio, ma se si vuole tagliare il traguardo, bisogna auto imporsi quello “sprint” finale. Chi fa informazione ha anche il dovere di richiamare alla responsabilità e noi vi esortiamo quindi, ancora una volta, a rispettare quelle che sono le regole vigenti per queste Festività Pasquali. Le regole vanno rispettate, per quanto dura sia rinunciare agli abbracci e ai momenti di convivialità e leggerezza con parenti e amici, così come è stato arduo e avvilente rinunciare ai riti della Settimana Santa, che ci aiutavano a prepararci al meglio dal punto di vista spirituale. Cedere però alla stanchezza, alla rabbia, all’esasperazione, e asserire “Io ora me ne infischio delle regole” comporterebbe annullare un anno di grandi (ma veramente grandi) sacrifici fatti dagli altri e da noi stessi. Una Pasqua serena è quella che guarda oltre le tavolate, il picnic del lunedì in Albis e gli abbracci del qui e ora. Una Pasqua serena è quella che guarda alla possibilità di proteggere, in modo da poter abbracciare i nostri cari anche nel futuro. E proteggere non è forse il sinonimo più bello del verbo amare? Stringiamo ancora i denti, sopportiamo le ultime fasi di questa dolorosa “passione”, se vogliamo protendere verso la resurrezione. Noi vi auguriamo che nell’aprire il vostro uovo, possiate trovare al suo interno tutta la forza, la speranza e l’ottimismo di cui questa pandemia ci ha depredati. Questo collettivo momento di buio, è solo durato più di quanto ci aspettassimo, ma ora che il dolore ci ha toccati davvero nel profondo, è certo che comprendiamo ancor di più l’importanza di essere responsabili. Il nostro particolare abbraccio va a tutte quelle famiglie a cui il covid ha strappato uno o più membri, a quelle tavole i cui posti resteranno vuoti anche quando la pandemia sarà alle spalle. Un grazie ai medici e agli operatori socio sanitari, che da un anno hanno annullato se stessi per la soddisfazione di salvare anche solo una vita; agli operatori della Protezione Civile e della Croce Rossa; a chi ha vigilato sulla nostra sicurezza e sul rispetto delle regole. E ringraziamo anche voi lettori che quotidianamente ci scegliete sugli schermi dei pc, tablet o smartphone.
Confidiamo più che mai nella possibilità di darvi la tanto sospirata notizia: “Noci torna covid free”, e di raccontarvi tutti quegli eventi di vita cittadina che sono occasione di gioiosa aggregazione e condivisione. E se proprio questa Pasqua non potrà essere “buona”, che ciascuno possa trovare dentro di sé la forza di viverla con la maggior serenità possibile.
Un abbraccio virtuale che avvolga tutti i nostri lettori, dal primo all’ultimo.