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In: Consiglio Comunale

04 29 consiglioNOCI (Bari) - Un consiglio comunale flash quello di ieri, 29 aprile 2015, andato in scena a palazzo di città per volontà della maggioranza che, su proposta del sindaco Nisi, ha approvato il rinvio della seduta al 13 maggio 2015 alle ore 18.

La maggioranza è giunta in aula, così come concordato nella riunione di capigruppo, determinata al rinvio e per tale ragione non è stato richiesto il servizio di stenotipia (pagato dal comune) e le riprese streaming del consiglio (gratuite per l'ente). Segnali evidenti della volontà politica di non svolgere più il consiglio, facendo slittare l'approvazione del rendiconto e delle nomine delle commissioni previste per ieri.

IL MOTIVO DEL RINVIO - Il problema all'origine di questa decisione riviene dalle difficoltà degli uffici ragioneria dei comuni italiani nell'approntare nei termini previsti (30 aprile) il rendiconto 2014 ed il riaccertamento dei residui attivi e passivi. Un problema che la stessa ANCI (Associazione nazionale dei comuni italiani) ha posto all'attenzione del Governo chiedendo una proroga per l'approvazione del rendiconto. In attesa di una decisione del consiglio dei ministri tanti comuni, compreso Noci, hanno provveduto ad approvare in Giunta e a convocare il consiglio comunale salvo poi constatare l'impossibilità di far fronte all'obbligo del riaccertamento, residuo per residuo, di determinare se le somme debbano poi essere mantenute a residuo, eliminate (quindi risultato di amministrazione) o reimputate secondo esigibilità. Un lavoro che l'ufficio di ragioneria deve svolgere di concerto con i responsabili di settore e servizi in tempi adeguati. Per tali motivi il sindaco Nisi si è fatto portavoce in consiglio della proposta, già approvata dalla conferenza dei capigruppo, di rinviare la seduta all'11 maggio prossimo (poi rettificata nel 13 maggio 2015).

LA MINORANZA CONTESTA, MA APPROVA - Contestazioni da parte dei capigruppo consiliari Lobianco (FI) e Conforti (NCD) sulla proposta di rinvio dell'intera seduta: la prima, sconfessando quanto approvato dal consigliere D'aprile (delegato FI nella riunione di capigruppo) il quale si era espresso a favore del rinvio, contesta la proposta del sindaco e chiede di celebrare comunque il consiglio; il secondo, assente con il suo gruppo dalla riunione dei capigruppo, chiede di affrontare la discussione dei punti restanti e contesta la scelta di non avvisare, anche telefonicamente, tutti i gruppi prima di prendere una tale scelta. Morea, presidente del Consiglio comunale, ricorda in aula che la partecipazione ai lavori della riunione dei capigruppo è funzionale allo snellimento dei lavori in aula. Breve bagarre e poi il voto: magicamente la proposta di rinvio, nonostante le dichiarazioni di voto contrarie da parte di NCD e FI, passa all'unanimità. Episodio che resterà nella storia dei consigli comunali: dichiarazione di voto contraria e voto favorevole.

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