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In: dal Parlamento

liuzzi piero senatore 01ROMA - "Sono tornato ad interrogare il ministro Franceschini sulla riforma delle soprintendenze archeologiche ribadendo il punto di vista di centinaia di archeologi e di studiosi di storia antica circa la necessità di preservare lo <specifico italiano> nella tutela e valorizzazione dei siti archeologici come inscindibile binomio funzionale ed organizzativo sul territorio".

Lo afferma il sen. Piero Liuzzi, capogruppo CoR nella commissione beni culturali di Palazzo Madama, a margine del question time a cui ha preso parte il capo del dicastero di Via del Collegio Romano. L'interrogante si è detto "parzialmente soddisfatto" della risposta fornita da Franceschini sulla riorganizzazione centrale e periferica del Mibact avendo il ministro fatto alcune aperture sulla possibilità di monitorare gli esiti della riforma a breve e medio termine onde apportare le opportune modifiche "oppure - ha aggiunto Liuzzi - ritornare all'antico, ovvero rendendo autonome le soprintendenze archeologiche rispetto all'accorpamento con le Soprintendenze artistiche, architettoniche e demo-antropologiche oggi contestato da illustri studiosi come Paolucci e Settis". "Per gli effetti della riforma Franceschini - ricorda Liuzzi - le competenze e la giurisdizione della storica soprintendenza di Taranto, istituita oltre un secolo fa nella capitale della Magna Grecia per l'immenso valore dei ritrovamenti d'età arcaica e risalenti all'età classica, vengono ora accorpate alle soprintendenze multidisciplinari di Lecce, Bari e Foggia e lo stesso sta accadendo per l'archeologica della Basilicata". 

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