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In: dal Parlamento

08-16-liuzzi-carcereNOCI (Bari) - "Un'indagine conoscitiva sulla diffusione della lettura nelle carceri italiane potrà rivelare al Paese, insieme ad altri parametri sulla qualità della vita dei detenuti, il contributo che può derivare dalla disponibilità di libri dietro le sbarre al fine della piena rieducazione dei reclusi" spiega in una nota il sen. Piero Liuzzi, capogruppo FI in commissione istruzione e cultura di Palazzo Madama.

A Ferragosto, Liuzzi ed il collega Luigi D'Ambrosio Lettieri hanno fatto visita ad operatori e detenuti degli istituti di pena di Bari e Taranto nell'ambito di un monitoraggio dello stato di attuazione delle direttive Torregiani  e delle ultime leggi <svuota carceri> approvate dal Parlamento. "Il libro come cibo per la mente anche in carcere" afferma il parlamentare pugliese. "Col raggiungimento del traguardo dei tre metri quadrati per recluso - commenta Liuzzi - occorre promuovere entro i prossimi mesi il rispetto della persona umana anche attraverso la disponibilità di libri, dalle opere classiche ai best seller, con una spesa pressoché inconsistente per l'amministrazione carceraria e le direzioni nazionali del Ministero di grazia e giustizia ed il contributo degli editori riuniti nel sindacato di categoria".

A parere di Liuzzi, la commissione cultura "dovrà farsi apripista di un'azione congiunta con la commissione giustizia per verificare fabbisogni e procedure per implementare le biblioteche carcerarie e per la formazione del personale addetto a favorire l'approccio alla lettura". 

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