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In: dalla Regione Puglia

10 18 settemana della terraBRINDISI - Ancora ritardi per i fondi comunitari stanziati per il dissesto idrogeologico… dei 7,7 miliardi stanziati sono stati spesi appena 114,4 milioni cioè meno dell’1,5%. E la motivazione? I soldi non si spendono perché non ci sono i progetti esecutivi che per essere elaborati richiedono ausilii economici. Un cane che si morde la coda e la conclusione è che tutto resta bloccato.

A ricordarlo, durante il seminario “La difesa del suolo applicata ai margini costieri: tecniche di intervento” svoltosi presso l’Autorità Portuale di Brindisi in occasione della 5^ Edizione della “Settimana del Pianeta Terra – l’Italia alla scoperta delle Geoscienze – Una società più informata è una società più coinvolta”, è il Presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia, Geol. Salvatore Valletta, il quale chiede “alla Regione Puglia una rapida attivazione dei fondi per la progettazione al fine di consentire agli enti locali progettazioni adeguate di difesa delle coste e in generale di difesa del suolo”. Sempre Valletta dichiara che “con il seminario di Brindisi apriamo in Puglia i geoventi della Settimana del Pianeta Terra. Il 20 e 21 saremo in alcune scuole superiori pugliesi per portare all’attenzione dei giovani le problematiche geologiche dei territori ed evidenziare il ruolo professionale dei geologi nella mitigazione dei rischi. Il tema della difesa del suolo applicata ai margini costieri è particolarmente rilevante nella penisola salentina interessata da notevoli processi di erosione costiera e instabilità di tratti a falesia. I geolgi sono tecnici della conoscenza dei territori e possono fornire contributi importanti per l’analisi delle problematiche locali attraverso rilievi e indagini mirate. Siamo impegnati come Ordine nel favorire la migliore pianificazione a partire dai piani comunali delle coste, nei quali spesso viene sottovalutata la professionalità del geologo. Riteniamo che solo attraverso adeguati approfondimenti geologici e geomorfologici si possano individuare appropriate modalità per progettare interventi coerenti ed efficaci”.

Assieme al Presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia, i saluti istituzionali arrivano dall’ing. Francesco Di Leverano, tecnico dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico Meridionale, in sostituzione del Presidente, prof. Ugo Patroni Griffi, dal Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia Brindisi, Ing. Agostino Caponoce, e dal tesoriere dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Lecce, Nicola Santoro, in sostituzione del Presidente, Ing. Raffaele dell’Anna. 

Per il prof. Geol. Paolo Sansò dell’Università del Salento, che durante l’evento ha argomentato in merito ai rischi geologici e geomorfologici della fascia costiera nella penisola salentina, “la ricostruzione dell’evoluzione della costa nel tempo geologico è di fondamentale importanza per comprendere la dinamica attuale e la tendenza evolutiva. Queste conoscenze infatti permettono di pianificare correttamente lo sviluppo nelle aree costiere e di individuare gli interventi più idonei per la mitigazione del rischio costiero”.

Anche per il Geol. Tommaso Elia, Libero professionista, il quale ha illustrato le modalità di difesa delle spiagge basse mediante moduli prefabbricati “WaVe Filter”, “l’erosione costiera è un fenomeno che interessa trasversalmente la qualità dell’ambiente e del territorio, l’economia turistica e la fruizione sociale. L’arretramento dei litorali va contrastato con la corretta pianificazione territoriale, un congruo piano di gestione, e opere di difesa che salvaguardino sia l’ambiente marino sia il paesaggio costiero. Alcune tecniche di intervento e alcuni manufatti innovativi antierosivi possono mitigare gli incipienti fenomeni dell’erosione delle coste salentine e pugliesi”.

Infine, per l’ing. Diana De Padova del Politecnico di Bari “il lavoro svolto dal gruppo del Prof. Mossa è quello dell’utilizzo di modelli numerici per prevedere la dispersione in mare di inquinanti (es. petrolio), il trasporto di sedimenti inquinati, fornendo delle mappe di rischio di ausilio per gli Enti e per eventuali interventi/azioni in aree costiere. Il gruppo di ricerca gestisce una rete di monitoraggio ambientale – climameteomarino nel Mar Grande e nel Mar Piccolo, aree fortemente soggette all’azione antropica. Grazie al processamento di questi dati forniamo una banca dati (correntometrici, ondometrici, di qualità delle acque e meteorologici) di supporto agli Enti – Agenzie che operano nel settore marino”.

 

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