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In: Lettere al giornale

07 03 100 anni Nonna StellaNOCI (Bari) - Il 1 luglio 2020 nonna Stella, per tutti Stella Palattella, per le amiche e vicine di casa "Stellina", ha compiuto 100 anni.
Stellina è mia nonna: la mamma di mia madre e il pilastro vero e indissolubile della mia famiglia.
Il traguardo del 1 luglio lo abbiamo tagliato insieme, con figli, cognati e cognate, nipoti, pro nipoti, pro pro nipoti e il bassotto Napoleone.

Vederla felice e serena è stato il regalo più bello che, dopo 100 anni di vita, potesse farci.
Stare insieme a lei il regalo, l'unico, che lei poteva mai desiderare.
Lo abbiamo fatto nella campagna di famiglia, quella che ci ha visti crescere, ridere, piangere, raccogliere le more, ballare sullo spiazzale e fare la salsa tutti insieme.

Ho tanti ricordi legati a quel luogo e non riesco a immaginare quanti ne possa avere più di me nonna Stella.
Più di 36.500 giorni di vita, che a dirli così forse non sembrano neanche tanti: a 100 anni penseresti di aver vissuto almeno un milione di giorni.

Nonna è nata nel 1920.
Ha attraversato la Seconda Guerra Mondiale. Si è sposata giovane con Francesco Turi e a 19 anni ha avuto la sua prima figlia.
Dopo di lei ne sono arrivati altri 8: in tutto 5 femmine e 4 maschi. La più piccola è mia mamma.
Con il nonno, avevano una bottega alimentare in via Sant'Agostino, vicino l'omonima chiesetta.
Il nonno è morto nel 1997 ma, essendo nata nel 1991, non ho ricordi così nitidi di lui: di nonna, invece, ho avuto tempo e modo di farne scorpacciata.

Uno di questi è la sua faccia sconvolta quando settimane fa le raccontavamo perché non potevamo andare a trovarla, incontrando sempre il suo disappunto e a volte qualche lacrima.
"Marià, in 100 anni mai vista una cosa del genere io. Ecco!"
Devo ammettere che forse mi ha fatto più paura questa frase di tutto il resto, in alcuni momenti, perché nonna era ed è il mio metro di giudizio temporale: sapere che in quasi 100 anni non avesse vissuto nulla di simile, mi ha fatto pensare seriamente all'Apocalisse.

Un'altra cosa che mi stupisce di nonna è che dopo 100 anni e la perdita di pezzi importanti della sua vita, abbia ancora la voglia e la forza di ascoltare tutto e di voler sapere tutto.
Le zie pensano di farla fessa, ma lei raccoglie in silenzio e quando sembra far finta di non sentire, "zan", ti rifila il domandone che ti spiazza e a cui non sai come rispondere per non darle pensieri.

Quando penso a mia nonna penso alle sue amiche e vicine di casa, che sin da quando ero piccola la venivano a trovare per aggiornarsi e chiacchierare: Antonetta e Cettina tra tutte. Con loro è andata via una parte bellissima e piena della mia vita.

Un'ultima cosa a cui penso quando penso a nonna sono i suoi occhi che guardano mia madre. Il suo silenzio e le sue lacrime per parlare insieme di un dolore condiviso.

Mia nonna sa che quando zia "parla da sola" è perché sta chiedendo informazioni ad "Alexa". 
Posso dirle qualsiasi cosa ma se nel mio discorso capita il nome di qualche città "lontana" lei subito si attiva per chiedere "Addov a sci?".
È una testa dura che non arretra di un passo e che a 100 anni dice alla figlia più piccola "Ho fatto la lavatrice!" perché mai sia si pensi che non fa più niente.
Tale madre, tale figlia, ma se potessi, ci metterei su la firma perché la storia si ripetesse.

Questa (e tanto altro) è mia nonna Stella.
La mia nonna centenaria.