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In: Nutribites

famenervosaNUTRIBITES - Una situazione stressante, imbarazzante, un nuovo lavoro, quante volte sfoghiamo nel cibo sentimenti di frustrazione, rabbia?

Nel mio studio, quasi ogni giorno, ho a che fare con pazienti che in vista di un esame o di una situazione stressante si “buttano” sul cibo quasi alla ricerca di salvezza e momento per staccare dalla realtà.
A meno che non parliamo di disturbi da alimentazione incontrollata, noti come binge eating disorder (BED), caratterizzati da episodi di abbuffate seguite da vomito, uso di lassativi ecc. A tutti sarà capitato di avere dei momenti in cui si cede al dolce preferito, seguito poi da un tarallino, seguito ancora da altre leccornie quasi mai salutari.

Perché succede questo? Molti di noi si lasciano prevaricare da quello che succede nella vita quotidiana e ci si sfoga con il cibo, quasi come il tentativo di “farsi del male” appositamente.
Alcuni hanno ricollegato questi comportamenti al ricordo ancestrale del legame con la poppata materna, quasi come se rifugiarsi nel cibo potesse migliorare la situazione.

Dal punto di vista scientifico, la causa è da ricercarsi nel fatto che l’ingestione di alimenti che contengono glucosio agisce su una particolare molecola presente nel cervello nota come dopamina.

Se sei a dieta o ti capita di sentirti frustrato o se vuoi contrastare la voglia di dolce o dell’alimento proibito, i seguenti punti fanno al tuo caso:
• cerca di impegnare il tuo tempo in modo più costruttivo attraverso una lettura, dedicandoti al tuo hobby preferito oppure iniziando a fare una bella passeggiata;
• se la fame proprio non ti abbandona consuma alimenti sani come cetrioli, cocomeri, carote, ravanelli, in modo che tu possa, attraverso una masticazione prolungata, mandare al tuo cervello la sensazione di sazietà;
• bevi molta acqua soprattutto quando inizierà a farsi sentire il caldo, puoi per esempio sperimentare anche le acque vegetali (clicca sulla mia pagina o leggi i prossimi articoli per saperne di più);
• tenete un diario delle abbuffate e cercate di indagare su quello che vi sta succedendo, molto spesso con un po' di riflessione e con un atteggiamento razionale si può vincere questa sgradevole sensazione di perdere il controllo.

Vorrei sottolineare che riflettere e meditare sono delle attività che vengono molto spesso sottovalutate ma che possono, nel tempo, mostrare degli ottimi benefici.
Ovviamente non mi dilungo perché non è questo l’argomento di questo articolo però se volete approfondire, potete sempre contare sulla figura dello psicologo o affrontare un percorso psico-nutrizionale come quello che abbiamo inaugurato con la Dott.ssa Angela Ritella psicologa psicoterapeuta nel mio studio di nutrizione.