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San GiovanniNOCI - Dopo la tradizionale festa campestre presso il Santuario della Croce, che lo scorso 31 maggio è saltata, il Covid19 costringe i nocesi a rinunciare ad un’altra loro tradizione: le serenate che animavano la magica notte di San Giovanni.

Le strade del Centro Storico quest’anno sono rimaste tristi e silenti: l’allegria trascinante dei vari gruppi musicali, che tradizionalmente si esibivano, non ha potuto riempirla.

Niente pizzica sfrenata; niente brani folk strettamente legati alla tradizione del sud in genere e nocese nello specifico e niente spaghettata di mezzanotte in Piazza Plebiscito.
Salta anche  l’attesa competizione dell’albero della “cuccagna”, il cui tenace vincitore si aggiudicava ogni anno un ricco “bottino” di ottimi prodotti locali. Per un popolo come quello nocese, strettamente ancorato alle sue tradizioni, non c’è nulla di più arduo del dover rinunciare alle stesse. Si dice però che l’attesa aumenti la gioia, nel momento in cui l’istante viene finalmente vissuto.
Ascrivendo quindi la magica notte di serenate e la “cuccagna” tra quelle tradizioni da viversi il prossimo anno ancora più intensamente, porgiamo i nostri auguri a tutti i nocesi che portano il nome di Giovanni.

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